Nel cuore dell’Italia del 1455, cinque signori si contendono il potere lungo la costa adriatica tra guerre, alleanze e ambizioni personali. Ognuno comanda un esercito di mercenari, muove truppe su una mappa dettagliata che riproduce i territori delle città-stato, e lancia dadi per decidere il destino degli scontri. È qui che Sigismondo Malatesta, Federico da Montefeltro e gli altri si sfidano in un gioco di potere dove la fortuna dei dadi incontra la strategia della mossa.
Ogni giocatore interpreta uno dei cinque condottieri: dal feroce Giacomo Piccinino al sagace Alessandro Sforza, ognuno con il suo passato e i suoi nemici. A metà partita, pesci un obiettivo segreto tra le 16 carte disponibili — potrebbe essere conquistare una città, sconfiggere un rivale o controllare un territorio chiave. Chi lo raggiunge per primo vince.
Il nome del gioco nasconde un dettaglio storico: l’elefante era il simbolo secondario dei Malatesta, l’aquila quello dei Montefeltro — due famiglie che si scontrarono davvero in quelle terre. Le regole, scritte in italiano, sono semplici ma efficaci; i pezzi di cartone e le monete danno un tocco tangibile a questa battaglia tra signori del Rinascimento. Non è un gioco complesso, ma offre tensione, imprevedibilità e una buona dose di storia vissuta con i dadi in mano.
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