Battle Cry del 1973 è un wargame da tavolo che riporta le tensioni della Guerra Fredda su una mappa vasta e dettagliata, dove strade, ferrovie, centrali elettriche e corsi d’acqua diventano terreno di scontro. Due fazioni — Rossa e Blu — si affrontano con un mix di unità terrestri e aeree: fanteria, carri armati, artiglieria, commando, paracadutisti, caccia e bombardieri. Fino a dieci giocatori possono partecipare, suddivisi in team che coordinano i movimenti sotto la guida di un comandante designato prima dell’inizio della battaglia. Le truppe vengono posizionate nascoste, in modo da mantenere l’incertezza sulle forze avversarie; ogni giocatore tiene segreti su un foglio i dettagli delle proprie unità, con potenza di movimento e combattimento distinti. Le mine, i ponti da ricostruire e le basi aeree richiedono pianificazione e cooperazione tra compagni d’armi. Non ci sono armi nucleari: la vittoria si conquista con manovre precise, controllo del territorio e sorpresa tattica. Il gioco non è famoso come altri suoi omonimi, ma offre un’esperienza profonda e coinvolgente per chi ama il pensiero strategico, l’atmosfera da guerra moderna e la sfida di guidare un intero esercito con pochi mezzi e tanta incertezza. La mappa misura 80x150 cm: è un campo di battaglia che merita attenzione, non solo per le regole, ma per il senso di realtà che trasmette.
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