Quattro scontri reali, ciascuno con un terreno unico e sfide specifiche, ti costringono a riconsiderare i preconcetti sulle guerre del XIX secolo: non si tratta solo di linee compatte di fanteria, ma di artiglieria mobile, incendi d’erba, posizioni nascoste e manovre audaci che cambiano il corso delle battaglie.
Ogni scenario è progettato per durare circa due ore e si gioca con un sistema a gettoni che introduce imprevedibilità nelle azioni dei reparti, unito a dadi per i combattimenti e una griglia esagonale che rende ogni movimento preciso. La visuale lineare e la copertura del terreno giocano ruoli cruciali: un’imboscata ben pianificata può ribaltare l’esito di uno scontro, mentre una manovra di flanking ispirata da un giovane Robert E. Lee può spezzare linee ritenute inespugnabili.
Il gioco richiede la base Battles with the Gringos per funzionare e ti offre due mappe a mezzo ingrandimento, una scheda contatori e le regole specifiche per ogni battaglia. Da Palo Alto, dove l’artiglieria volante di Ringgold sconvolge il tradizionale ordine di battaglia, fino a Puebla del 1862, dove i soldati francesi attaccano posizioni messicane fortificate con trincee anticipate e cariche di cavalleria, ogni combattimento ha un suo ritmo e una sua logica. A Contreras, Santa Anna deve decidere se impiegare le riserve o lasciare che la situazione peggiori; a Resaca de la Palma, l’intero schieramento messicano è nascosto fino all’ultimo momento, costringendo il giocatore americano ad agire nell’incertezza.
Non è un gioco per chi cerca semplicità: richiede attenzione al dettaglio, gestione delle risorse e capacità di anticipare l’avversario. Ma proprio questa complessità, unita alla profondità storica, lo rende una sfida appagante per gli appassionati di wargame che vogliono vivere battaglie poco conosciute ma straordinariamente ben progettate.
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