Big Deal è un gioco dove i giocatori si trasformano in tycoon finanziari, pronti a muovere miliardi per controllare aziende e manipolare mercati. Non si tratta di semplici investimenti: qui ogni carta, ogni azione, ogni offerta può cambiare il corso del gioco.
Ogni giocatore raccoglie azioni di società in modo casuale, ma può anche acquistarle da altri attraverso scambi o vendite. Per dare vita a una compagnia, però, serve qualcosa di più: bisogna combinare le azioni con risorse specifiche, reperibili su quattro mercati dinamici dove i prezzi salgono con ogni acquisto e calano con ogni vendita. Una volta completato il pacchetto giusto — almeno due azioni e le relative risorse — la società diventa operativa e inizia a generare dividendi ogni turno.
Ma l’essenza del gioco sta nella possibilità di attuare raid ostili: puoi sfidare un avversario per impossessarti della sua azienda. Basta posizionare una o più sue azioni sul tavolo, innescando un'asta tra tutti i giocatori che puntano su ogni singola quota. Il vincitore si impadronisce dell’intera compagnia e paga agli altri il prezzo finale concordato — un equilibrio sottile tra profitto e rischio.
Le aziende possono anche essere vendute con guadagno, o smembrate per raddoppiare i ricavi, ma solo se si possiedono le azioni e le risorse necessarie. E poi c’è il finale: una fase improvvisa in cui tutti i beni perdono valore rapidamente. È l’ultimo respiro prima del crack, un momento di tensione dove bisogna vendere prima che sia troppo tardi, o scommettere su un takeover che potrebbe salvare o distruggere il tuo impero.
Chi vince? Chi ha saputo bilanciare calcoli freddi e rischi audaci. Non basta accumulare ricchezza: bisogna capire quando comprare, quando vendere, e soprattutto — quando attaccare.
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