Black Sea Black Death ti trasporta nel cuore di una delle operazioni anfibie più complesse e poco note del fronte orientale: l’offensiva sovietica per prendere Novorossiysk, febbraio 1943. Un attacco disperato contro le linee tedesche lungo la costa del Mar Nero, dove montagne, spiagge e un porto industriale si fondono in un campo di battaglia caotico.
Ogni turno copre circa un giorno, con movimenti suddivisi in impulsi di quattro o cinque ore: le truppe avanzano a passi misurati su una mappa a esagoni dove ogni casella rappresenta 800 metri. Unità da compagnia e battaglione — circa cento uomini per punto forza — si scontrano in combattimenti ravvicinati, mentre navi singole e gruppi di due imbarcazioni supportano lo sbarco, e decine di aerei dominano il cielo.
Il gioco non cerca l’astrazione: ogni dettaglio conta. La logistica, la coordinazione tra terra e mare, le condizioni meteorologiche, i punti di sbarco vulnerabili — tutto influenza l’esito delle operazioni. I giocatori gestiscono risorse limitate, pianificano attacchi in sequenza, devono bilanciare coraggio e prudenza.
Vince chi riesce a conquistare Novorossiysk prima che il nemico rafforzi le sue posizioni o la marea cambi. Ma non basta prendere la città: bisogna mantenere l’offensiva, tagliare i rifornimenti tedeschi verso Anapa e impedire un contrattacco.
Con 600 contatori dettagliati, una mappa a colori che riproduce il terreno con precisione e regole di oltre quaranta pagine, Black Sea Black Death non è un gioco per tutti. È un simulo profondo, lento, esigente — ma per chi ama la storia militare ben documentata e la sfida tattica senza compromessi, offre un’esperienza irripetibile.
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