Black Wednesday: The Battle of Krasni Bor, 10-11 Feb 1943

(1995)
7.2/10 (182 voti)

È la settima uscita della Tactical Combat Series di The Gamers e racconta uno degli episodi più cruenti e poco noti della guerra contro l'Unione Sovietica: l’attacco sovietico alla località di Krasni Bor, volto a espandere il corridoio aperto intorno a Leningrado. La difesa è affidata non ai tedeschi, ma agli uomini della Divisione Blu spagnola — volontari che, malgrado la scarsa dotazione e l’isolamento, resistono con un coraggio che sorprende anche i loro avversari.

Il gioco replica in dettaglio il caos di una battaglia tipica dell’Est: ore di bombardamenti devastanti seguiti da ondate di fanteria che avanzano urlando attraverso i campi innevati, mentre carri armati pesanti sfondano le linee con l’obiettivo di spezzare la resistenza. Ogni turno copre venti minuti e ogni esagono rappresenta poco più di cento metri: una scala che permette di gestire unità fino al plotone, con veicoli singoli come il T-34 o il KV-1 in azione diretta. Il sistema è quello della terza edizione della serie, già sperimentato in altri titoli, ma qui viene messo alla prova da una situazione estrema: la pressione continua dei sovietici contro un avversario numericamente inferiore ma ben posizionato e determinato.

Il giocatore può scegliere di comandare l’attacco sovietico — con le forze massicce della 63ª Divisione Fucilieri Guardie, supportate da unità penalistiche e carri armati — oppure difendere la linea spagnola, dove ogni bunker, ogni trincea e ogni fucile contano. La vittoria non si misura solo in territorio conquistato: è necessario spezzare le linee nemiche prima che il tempo scada o resistere fino all’arrivo dei rinforzi tedeschi. Il bilanciamento tra aggressività e controllo, tra l’impeto delle ondate e la precisione del fuoco difensivo, è sottile e richiede decisioni calibrate.

Quello che rende questo gioco unico non è solo la rarità storica della battaglia — una delle poche in cui i volontari spagnoli affrontarono da soli un’intera armata sovietica — ma il modo in cui traduce quella tensione in meccaniche. Il fuoco degli obici, le cariche a baionetta, gli attacchi di controtattaco dei panzer: tutto è gestito con una logica che premia la pianificazione e punisce l’impulsività. E c’è un dettaglio quasi mitologico: per chi vuole spingersi oltre il reale, è possibile schierare la Dora, il cannone ferroviario da 800 mm più grande mai costruito, capace di cancellare intere sezioni della linea nemica con un solo colpo.

Non è un gioco per principianti. Le partite possono durare ore, le decisioni sono pesanti e ogni errore ha conseguenze immediate. Ma chi si immerge in questa battaglia trova una simulazione che non celebra la guerra, ma ne rispetta la complessità: il peso del fango, l’eco degli spari, il silenzio dopo un attacco fallito. È un gioco per chi vuole sentire cosa significasse combattere in quella terra gelata, tra le macerie di una guerra che non aveva più confini.

  • Giocatori: 1-4
  • Durata: 120-3000 min
  • Età Minima: 12+
  • Complessità: (3.57)
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