Circa 250.000 uomini, divisi in divisioni, si fronteggiarono in un’ora dopo l’altra di combattimenti feroci, con oltre 70.000 caduti in un solo giorno. Questo gioco non racconta una vittoria schiacciante, ma un trionfo vuoto: Napoleone spinge i russi indietro, ma non li distrugge. E quel fallimento segnerà la fine del suo sogno d’Europa.
Ogni turno copre mezz’ora di battaglia, su una mappa a esagoni che riproduce il terreno con precisione: colline, boschi, fiumi e strade diventano elementi tattici decisivi. Muovi le tue divisioni, lanci i dadi per risolvere gli scontri, gestisci la logistica e l’affaticamento delle truppe. Il sistema di combattimento è realistico ma non ostile: complesso, ma mai confuso. Due scenari ti aspettano: uno storico, con le posizioni effettive dell’esercito russo; e uno ipotetico, dove puoi riscrivere la storia piazzando i tuoi reparti ovunque vorrai.
La vittoria non si misura in territori conquistati, ma nel sangue versato. Il giocatore francese deve ridurre l’esercito russo di almeno 90 punti forza — circa il 40% del totale — per vincere. I russi, invece, devono resistere: ogni soldato che sopravvive è un passo verso la vittoria finale.
Prodotto originariamente da 3W su Strategy & Tactics nel 1990, Borodino rimane uno dei simulatori più equilibrati e coinvolgenti della campagna di Russia. Richiede tempo — tra le tre e sei ore per partita — ma ogni mossa pesa. Un dado a sei facce è l’unico accessorio necessario. Qui non si gioca per vincere a tutti i costi: si gioca per capire perché un esercito invincibile, pur arrivando a Mosca, finì per scomparire tra la neve e il silenzio.
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