E.B. Stuart. Ogni quadrato della mappa rappresenta circa 650 metri, e il terreno si muove con costi variabili segnati sui bordi: fango, boschi, strade – ogni passo conta. I reparti sono reggimenti di 500 uomini o batterie d’artiglieria da quattro-sei cannoni; in totale oltre centoventi unità si fronteggiano su una mappa a griglia quadrata. Il gioco procede in dodici turni, ciascuno diviso in sette fasi: rafforzamenti, movimento, reazioni nemiche, fuoco, combattimento corpo a corpo, inseguimenti e ripristino dell’ordine. Non ci sono dadi: il risultato dipende dalla posizione, dal morale e dalle decisioni dei giocatori. È un gioco lento, meticoloso, che non celebra la gloria ma la fatica della guerra: i cavalli stanchi, le linee spezzate, gli attacchi falliti. Vincere significa controllare il terreno cruciale prima che finisca il tempo. Per chi ama la storia e la logica del conflitto, non c’è nulla di più coinvolgente.
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