Burma: The Campaign in Northern Burma, 1944 ti immerge nella guerra più aspra e meno conosciuta del teatro asiatico durante la Seconda Guerra Mondiale. Qui, tra giungle fitte come muri e montagne che sembrano non avere fine, due eserciti si scontrarono in una lotta per il controllo di pochi sentieri, passi e villaggi isolati. Non è un conflitto di carri armati o linee difensive ben definite: qui la vittoria dipende dalla capacità di muoversi senza strade, mantenere i rifornimenti attraverso terreni inospitali e sfruttare ogni vantaggio offerto da unità speciali e condizioni climatiche estreme.
Il gioco si sviluppa su una mappa dettagliata che riproduce il territorio del nord della Birmania, con esagoni da otto chilometri ciascuno e turni di mezza settimana. Ogni giocatore comanda forze eterogenee: truppe britanniche e indiane ben addestrate, i temibili Gurkha, gli americani delle Galahad, i cinesi spesso mal equipaggiati ma tenaci, e l’esercito giapponese, rigidamente disciplinato ma logorato dalla distanza e dall’isolamento. Le unità variano da battaglioni a divisioni, con livelli di qualità che influenzano ogni combattimento. Il sistema OCS si basa su tiri di dado per risolvere attacchi e difese, ma la vera sfida sta nel gestire una logistica disperata: senza strade, i rifornimenti dipendono da muli, elefanti, ossi o aerei che trasportano cibo e munizioni attraverso il cielo. La mancanza di scorte può ridurre un’intera divisione all’inazione in pochi giorni.
L’obiettivo non è semplicemente conquistare territorio: devi spezzare l’offensiva giapponese verso Imphal, sostenere le incursioni dei Chindits alle spalle del nemico e guidare i cinesi verso Myitkyina prima che il monsone cancelli ogni possibilità di movimento. Vincere richiede equilibrio: attaccare con decisione ma non esaurire le forze, difendere posizioni chiave senza lasciare altri settori vulnerabili, e saper aspettare il momento giusto per colpire.
Ciò che rende questo gioco unico è la sua autenticità. Non c’è gloria facile qui: ogni avanzata costa fatica, ogni ritirata è una lotta contro la stanchezza e le malattie. Le regole sono complesse ma coerenti, con meccaniche specifiche per il terreno, i rifornimenti aerei, gli attacchi notturni e le unità speciali che agiscono in modo diverso da quelle convenzionali. I scenari vanno dai brevi (un paio d’ore) ai lunghi campagne di decine di turni, ciascuno con un ritmo proprio. Puoi giocare da soli, con un amico o persino in squadra, e ogni partita si sviluppa come una storia diversa: a volte è una battaglia per la sopravvivenza, altre un’operazione di precisione che richiede pazienza e pianificazione. È un gioco che non ti lascia mai indifferenti, perché ti costringe a pensare come un comandante costretto a fare molto con poco — e a capire che la guerra in queste terre non si vince solo con il coraggio, ma con l’astuzia, la resistenza e una buona dose di fortuna.
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