Cheltenham Challenge è un gioco da tavolo che mescola strategia finanziaria e negoziazione in uno scenario ispirato all’atmosfera elegante di una cittadina inglese famosa per le corse dei cavalli. Non è Monopoly, ma ne eredita l’idea di costruire un impero attraverso azioni e investimenti, con un sistema più dinamico e meno prevedibile.
Ogni giocatore si muove intorno a una mappa che riproduce i quartieri e le imprese di Cheltenham, avanzando in base al lancio di due dadi. Quando atterra su una società, può acquistare uno dei due titoli disponibili oppure lasciarli all’asta: chi li propone in vendita trattiene la differenza tra il prezzo di partenza e l’offerta vincente, guadagnando un piccolo compenso per aver organizzato la transazione. Le società sono raggruppate in tre colori, e quando qualcuno visita una proprietà già posseduta deve pagare un canone che cresce con il numero di azioni detenute non solo da chi ha la proprietà, ma anche dai proprietari delle altre due aziende dello stesso settore. E se due giocatori hanno entrambi azioni nella stessa impresa? Allora devono dividere i proventi.
Le caselle “Carta Sorte” introducono imprevisti: potresti ricevere un bonus dal banco o dover pagare una multa, e ogni volta il tuo portafoglio cambia inaspettatamente. La casella “Nuove quotazioni” è il cuore pulsante del gioco: lì i prezzi delle azioni si ricalcolano, facendo salire o scendere il valore dei tuoi investimenti e costringendoti a mettere in asta una tua quota. È un momento di tensione, dove chi ha scommesso bene guadagna, chi ha sperperato perde, e tutti devono rivedere la propria strategia.
Il gioco può finire in tre modi: dopo un tempo prestabilito, quando il primo giocatore va in bancarotta o quando rimane solo un sopravvissuto. Alla fine, si calcola il patrimonio totale: soldi in cassa più il valore di mercato delle azioni detenute. Chi ha accumulato la ricchezza maggiore vince.
Cheltenham Challenge non è un gioco diretto, ma non è nemmeno ostico. È un equilibrio tra fortuna e calcolo, dove le alleanze informali, i rovesci di sorte e il mercato delle azioni creano una partita sempre diversa. Non si tratta solo di comprare e vendere: bisogna capire quando tenere, quando cedere, quando scommettere su qualcun altro per poi ribaltare la situazione. E tutto avviene in un mondo che sembra tranquillo, ma nasconde una concorrenza feroce sotto la superficie di un’asta ben orchestrata.
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