Cluesome

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Cluesome è un gioco da tavolo che trasforma l’arte del indovinare in una sfida sottile tra inganno e intuizione. Nato tra i membri della California National Puzzlers League, si è diffuso nei salotti di tutto il mondo grazie alla sua capacità di coinvolgere gruppi grandi con poche regole ma molta astuzia.

Si gioca in sette o più persone: l’ideale sono dieci o quindici giocatori. Ognuno prepara cinque parole o frasi da far indovinare, scrivendole su bigliettini e firmandoli con il proprio nome. Poi passa tutti i propri cartellini a sinistra, ricevendo in cambio cinque carte dai giocatori alla propria destra. Così, ogni partecipante finisce con un mazzetto di indizi che non ha creato, ma che deve far indovinare agli altri.

Il gioco procede a turni: a turno, un giocatore diventa il “cluer” e sceglie uno dei biglietti in suo possesso. Annuncia chi l’ha scritto, poi dà un indizio — libero, creativo, anche ambiguo o fuorviante. Può dire “la capitale della California” per San Francisco, oppure “un posto dove si mangia la pizza” per Napoli. L’unica regola ferrea: niente domande a scelta multipla come “un pianeta” o “una città del New England”. Gli indizi devono essere aperti, non trappole.

Dopo l’indizio, tutti gli altri giocatori (esclusi il cluer e chi ha scritto la parola) scrivono in silenzio la loro risposta. Poi, uno alla volta, rivelano ciò che hanno pensato. Se nessuno azzecca, il cluer deve provare con un altro indizio — ma perde un punto ogni volta. Se qualcuno risponde correttamente, il cluer rivela la soluzione e i giusti ricevono un punto ciascuno. Se solo uno ha indovinato? È una “Cluesome”: tre punti extra per chi ha dato l’indizio. Ma attenzione: se più della metà dei giocatori rispondono bene, il cluer ha fallito. Deve pescare un altro biglietto e ricominciare — con un nuovo indizio, e una nuova penalità.

Vince chi accumula più punti alla fine. Non si tratta di essere i più intelligenti, ma di capire esattamente quanto gli altri sanno — o non sanno. Troppo facile? Sbagliato. Troppo difficile? Anche. La magia del gioco sta nel bilanciare l’indizio perfetto: quel punto in cui qualcuno lo capisce, ma non tutti. È un gioco di psicologia, di ritmo e di silenzi carichi di tensione. E ogni partita è diversa, perché dipende da chi c’è intorno al tavolo — e da quanto bene riesci a leggere la loro mente.

  • Giocatori: 7-15
  • Complessità: (2.00)

Meccaniche: Indizi Mirati

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