Nel ottobre del ’73, l’Egitto sferrò un attacco improvviso contro le forze israeliane lungo il Canale di Suez: diecimila soldati, oltre mille carri armati e una potenza di fuoco sovietica mai vista prima. Gli israeliani, convinti della loro superiorità tattica e dell’efficacia del loro aviazione, non si aspettavano che l’esercito egiziano sarebbe riuscito a costruire dieci ponti mobili in meno di quarantotto ore, attraversando il canale con carri armati e artiglieria pesante. Quello che seguì fu un crollo delle aspettative: ogni controffensiva israeliana venne respinta con perdite devastanti, mentre i missili SAM-6 abbatterono a decine gli aerei da attacco, trasformando il cielo in una trappola mortale.
Il gioco riproduce questa battaglia con precisione tattica e un ritmo che riflette l’urgenza del conflitto: ogni turno rappresenta dodici ore, e ogni esagono della mappa copre quattro chilometri. Le unità sono a livello di battaglione o brigata, con dettagli precisi su equipaggiamenti, capacità di attraversamento dell’acqua e sistemi di difesa antiaerea. Due giocatori si affrontano: uno comanda le forze egiziane nell’offensiva iniziale, l’altro gli israeliani nel tentativo disperato di contenere l’invasione e poi ribaltare la situazione.
L’obiettivo non è semplicemente distruggere il nemico: gli egiziani devono mantenere i ponti operativi, espandere la testa di ponte oltre il canale e impedire che Israele riconquisti l’iniziativa. Gli israeliani, invece, devono riorganizzare le proprie forze, sfruttare la mobilità dei carri armati e colpire i punti deboli prima che gli egiziani consolidino il loro vantaggio. La vittoria dipende dalla capacità di gestire risorse scarse, prevedere i movimenti dell’avversario e reagire alle sorprese del campo di battaglia.
Crisis: Sinai 1973 non è un gioco per principianti, ma offre una simulazione profonda e coinvolgente. Le regole sono complesse, ma coerenti: ogni decisione ha conseguenze tangibili. La mancanza di copertura aerea, la logistica fragile, il terreno ostile — tutto contribuisce a creare un’atmosfera di tensione costante. È una battaglia in cui i piani si sbriciolano e bisogna adattarsi rapidamente. E proprio qui sta l’essenza del gioco: non si vince per superiorità numerica, ma per intelligenza tattica, coraggio e un po’ di fortuna. È una guerra che potrebbe essere andata diversamente — e tu decidi cosa succede adesso.
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