De Heksenschool

(1999)
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Nel cuore di una foresta incantata, dove gli alberi sussurrano incantesimi e le streghe in erba si allenano ogni giorno, c’è una scuola segreta: la Scuola delle Streghe. Qui, i piccoli apprendisti non studiano libri pesanti, ma imparano a ricordare, a osare e a rischiare… con un dado in mano e dieci pietre magiche da scoprire.

Ogni giocatore sceglie la sua strega, una creaturina buffa con cappello a punta e scopa di vimini, e parte dal cancello della scuola. L’obiettivo? Arrivare per primo a uno dei dolci ragni che aspettano in fondo al sentiero: un premio gustoso per chi sa ricordare bene cosa nascondono le pietre nascoste nel fuoco delle streghe.

Prima di cominciare, tutti insieme guardano attentamente il grande falò centrale: sotto dieci pietre arancioni, ci sono oggetti magici — un gatto nero, un corvo, una rana, uno scettro, un cappello da strega… e anche la strega malvagia. Solo per quindici secondi. Poi le pietre vengono girate: ora bisogna fidarsi della memoria.

Si lancia il dado: il colore che esce indica su quale casella muoversi. Quando atterri, devi guardare l’immagine sullo spazio e cercare di ricordare dove si nasconde lo stesso oggetto sotto le pietre. Se indovini, la tua strega resta tranquilla e avanza. Se sbagli… ritorni al primo spazio del tuo colore: non il precedente, ma quello più vicino all’inizio.

Ma attenzione! Se per caso riveli la strega malvagia — quella che nessuno vuole trovare — devi tornare indietro fino alla casella dietro l’ultimo giocatore. Non importa il colore: è un colpo secco, una lezione dura ma giusta.

Il gioco non ha regole complesse, né carte da memorizzare o calcoli da fare. È tutto qui: lanciare, muovere, ricordare, rischiare. Eppure, in quei pochi minuti, si crea un’atmosfera di tensione dolce: i bambini sussurrano tra loro, fanno ipotesi, ridono quando qualcuno sbaglia per un pelo… e poi riprovano subito.

La fortuna c’è — il dado decide dove andare — ma la vera sfida è dentro la testa. Chi ha guardato bene? Chi ha dimenticato dov’era il cappello? E chi, pur sapendo tutto, si lascia trascinare dall’eccitazione e rivela la strega malvagia per sbaglio?

È un gioco che non ti stanca mai. Non serve essere grandi per vincere: basta ricordare, ascoltare, guardare con attenzione. E se perdi? Non importa. C’è sempre una prossima partita… e un altro dolce ragno da conquistare.

  • Giocatori: 2-4
  • Durata: 15 min
  • Età Minima: 5+
  • Complessità: (1.00)

Artisti: Dieter Schubert, Ingrid Schubert

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