Qui non c’è una linea del fronte fissa: il deserto è un vasto teatro mobile, dove la sorpresa, la manovra e il controllo dello spazio decidono le sorti della guerra.
Il gioco si svolge su una mappa esagonale che rappresenta circa tre chilometri per hex, con unità di brigata, reggimento o battaglione. I giocatori comandano rispettivamente tedeschi e britannici, nascondendo le proprie forze, pianificando attacchi improvvisi e cercando di annientare l’esercito avversario piuttosto che occupare terreno. La logica è quella della guerra机动: chi distrugge meglio, vince.
Ogni turno richiede decisioni tattiche precise: quando avanzare, dove nascondersi, come sfruttare la mobilità dei carri o l’artiglieria per spezzare le linee nemiche. Le regole, fedeli all’edizione originale del 1981 ma chiarificate e bilanciate con criterio, non sovraccaricano il giocatore, ma lo costringono a pensare come un comandante: ogni movimento ha un costo, ogni errore può essere fatale.
Il gioco dura circa quattro ore, ma ogni minuto è immersivo. Le 240 pedine in scala 13,5 mm e la mappa A1 creano un’esperienza tangibile, quasi cinematografica. Non è un wargame per esperti solo: è un gioco per chi ama il conflitto come arte della strategia, dove l’intelligenza supera la forza bruta.
Ristampato nel 2021 dalla rivista Command Japan, Desert Fox conserva lo spirito di un classico che sa trasformare il deserto in una scacchiera viva, dove ogni ombra nasconde un pericolo e ogni decisione può cambiare la storia.
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