Electric Base Ball Game

(1928)

Immagina di poter giocare a una partita di baseball nel 1928, senza bisogno di un campo o di undici giocatori: solo una scatola di legno, luci che si accendono e due avversari che cercano di indovinare cosa farà l’altro. È questo Electric Base Ball Game, uno dei primissimi giochi elettronici della storia, nato dall’ingegno di un ragazzo di diciassette anni che voleva pagarsi gli studi con la sua idea.

Ogni giocatore ha davanti a sé una plancia che raffigura il diamante da baseball, punteggiata da piccole lampadine: strike, out, base hit, triple... Sul tuo lato trovi sei pulsanti numerati e due interruttori A e B. Mentre il lanciatore sceglie quale tipo di lancio simulare (con uno dei numeri), il battitore fa la stessa cosa: se entrambi scelgono 2 e 4, si accende la luce dello strike; se uno punta sul 6 e l’altro sul 4, arriva un triplo. Gli interruttori A e B servono invece per decidere se un corridore tenta di rubare una base o no: il risultato dipende dalla combinazione scelta dall’avversario.

I basisti sono piccoli cubetti di legno che muovi man mano che i punti si accumulano. Si gioca a nove inning, e chi segna più corsi vince. Se c’è pareggio, si va ai supplementari, come nel vero baseball.

Questo gioco non ha dadi né carte: la sua magia sta nell’interazione diretta tra i due giocatori, nella tensione di dover prevedere l’altro prima che il lampadina ti dica se hai vinto o perso. È un gioco diretto, ma profondo, nato in un’epoca in cui “elettronico” significava ancora una batteria e qualche filo, eppure già capace di catturare l’anima del baseball. Un pezzo di storia che ti fa sentire come se stessi giocando con il passato.

  • Giocatori: 2
  • Durata: 30 min
  • Età Minima: 12+
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