Enemy at the Gates

(1994)
7.7/10 (284 voti)

Sul ghiaccio del Don, nel novembre 1942, l’Armata Rossa scatena un attacco che cambierà il corso della guerra: Operation Uranus. Due gigantesche tenaglie sovietiche si chiudono intorno alla 6ª Armata tedesca a Stalingrad, intrappolando centinaia di migliaia di uomini in una trappola senza via d’uscita. Enemy at the Gates ti porta su quel campo di battaglia, dove la logistica diventa strategia e ogni mossa può decidere il destino dell’Europa.

Giocato su quattro mappe esagonali che coprono oltre 400 chilometri quadrati, il gioco replica con precisione i movimenti delle unità dal battaglione all’esercito. Ogni turno rappresenta mezza settimana, e ogni esagono corrisponde a otto chilometri: una scala che permette di gestire sia le manovre tattiche che il contesto strategico. Le forze sovietiche, numerose ma spesso mal equipaggiate, devono sfruttare la pressione continua e l’effetto sorpresa; i tedeschi, più efficaci individualmente, devono difendere posizioni critiche con risorse scarse e un morale in calo. Il sistema di controllo delle zone e il lancio dei dadi per le combattimenti creano una tensione costante: ogni attacco è incerto, ogni ritirata può diventare una fuga.

L’obiettivo non è semplicemente vincere battaglie, ma gestire l’intera campagna. Devi decidere quando fermarti per rafforzare le linee, quando spingere con tutto ciò che hai, e soprattutto quando abbandonare un punto pur di salvare il resto dell’esercito. Le operazioni sono lunghe: da trenta a cento ore di gioco, distribuite in numerosi scenari che coprono non solo l’accerchiamento di Stalingrad, ma anche la disperata campagna di rifornimento aereo, il tentativo fallito della 4ª Armata Panzer di aprire un corridoio e infine il colpo di reni di von Manstein: quel contrattacco improvviso che blocca l’avanzata sovietica prima che sia troppo tardi.

Questo gioco non è per chi cerca una partita veloce. È per chi vuole immergersi nella complessità dell’Eastern Front, dove il terreno gelato, le linee di rifornimento spezzate e i comandanti in difficoltà pesano più delle divisioni schierate. Basato sul sistema già apprezzato di Guderian’s Blitzkrieg ma affinato con anni di feedback dei giocatori, Enemy at the Gates offre un’esperienza realistica senza compromessi: niente semplificazioni, niente eroismi da film. Qui la vittoria si costruisce con decisioni fredde, gestione del tempo e rispetto per il caos della guerra reale. È l’opera che ha definito il wargame moderno sull’Est: non perché è perfetto, ma perché non ti lascia scelta. Devi giocarla fino in fondo.

  • Giocatori: 1-4
  • Durata: 240-6000 min
  • Età Minima: 12+
  • Complessità: (4.33)

Artisti: Dean Essig

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