Europa Universalis: Extension No 1 amplia l’epopea dell’Europa moderna tra XV e XVIII secolo, aggiungendo profondità strategica a un gioco già monumentale. Non si gioca da solo: è il tassello mancante per chi vuole esplorare con maggiore realismo le dinamiche di potere, colonizzazione e conflitto che hanno plasmato il mondo moderno.
La nuova scheda contatori introduce figure decisive come i missionari cattolici — gesuiti, francescani o seguaci di Torquemada — capaci di influenzare le colonie con benefici spirituali e politici. Si possono reclutare sepoy in Asia, alleati nativi americani per la Francia nel Nordamerica, e governatori coloniali che rafforzano il controllo lontano dalle metropoli. L’industria diventa un fattore reale per potenze come Prussia e Svezia, mentre le diplomazie si arricchiscono con nuovi stati minori: Corsica, Granada, Sicilia, Irlanda, Ucraina e altri, ognuno con il proprio peso storico.
Dieci eventi nuovi e quattro modificati riscrivono la storia a colpi di decisioni impreviste; i 20 scenari esistenti vengono rivisitati, e sei battaglie storiche — dalla Armada invisibile del 1588 alla guerra dei Sette Anni — diventano sfide autonome. Per chi gioca in meno di sei, le potenze senza giocatore agiscono come stati minori, mantenendo l’equilibrio anche con pochi partecipanti.
Ogni mossa conta: la gestione del potere non è più solo militare o territoriale, ma diventa un intreccio sottile di religione, economia e influenza globale. Questa espansione non aggiunge pezzi al gioco: lo trasforma in una macchina storica viva, dove ogni partita racconta una storia diversa.
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