Fantoccini

(1969)

Fantoccini è un gioco da tavolo che trasforma una serata tra amici in un teatro improvvisato dove ognuno recita, crea e giudica. Nato nel 1969, non è solo un party game: è un’esperienza vivace, leggera ma piena di personalità, perfetta per gruppi da sei a sedici persone che vogliono ridere, sbagliare e scoprire lati inaspettati degli altri.

Ogni partita ruota attorno a scene scritte su carte colorate: verde per il luogo, rosso e blu per i personaggi, giallo per l’obiettivo. Le carte vengono messe a caso su una griglia centrale, poi rivelate insieme come un sipario che si alza. Un medico in un bar con un tassista e una nonna che cerca di rubare il portafoglio? Sì, esatto: così comincia la scena. Tre attori vengono scelti tra i giocatori, si ritirano per due minuti a prepararsi, poi tornano in scena con costumi improvvisati e un’interpretazione che potrebbe essere brillante o disastrosa — non importa: è tutto parte del gioco.

Prima della recita, ciascuno può partecipare alle decisioni. Vuoi cambiare il personaggio? Allora scommetti per diventare l’Autore. Hai un foulard vecchio e una parrucca da compleanno? Potresti vincere il ruolo di Costumista. E se pensi che la scena sia troppo assurda o mal recitata, puoi candidarti come Censore: sei tu a decidere se va in scena oppure no. Ogni ruolo conta punti diversi: recitare, scrivere, vestire e giudicare — tutti sono necessari per vincere.

L’obiettivo è diretto ma coinvolgente: riempire le dodici caselle del proprio tabellone di punteggio. Devi recitare sei volte, essere l’autore due volte, il costumista due volte e il censore due volte. Non basta essere bravi attori; devi saper muovere i fili della scena da diversi punti di vista. E quando qualcuno completa la sua griglia, viene incoronato Grand Thespian: un titolo che non si dimentica.

Fantoccini funziona perché non pretende perfezione. Non è una gara di talento, ma un laboratorio di umanità in miniatura. Le scene sono assurde, le interpretazioni imbarazzanti e i commenti dei critici spesso troppo sinceri — e proprio qui sta il divertimento: vedere chi ti conosce da anni trasformarsi improvvisamente in un politico corrotto o una strega che parla solo in rima. È un gioco che smaschera, coinvolge e fa ridere senza mai essere cattivo. Perfetto per chi ama il teatro ma non ha tempo per le prove. O semplicemente per chi vuole ricordare che a volte la vita è più strana di qualsiasi sceneggiatura.

  • Giocatori: 6-16

Meccaniche: Recitazione

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