Farkle è quel gioco da tavolo che sembra diretto ma ti tiene col fiato sospeso fino all’ultimo dado. Nato negli anni ’30 come passatempo tra amici, si gioca con cinque o sei dadi e un po’ di coraggio: lanci, scegli quali conservare per i punti, poi decidi se fermarti o rischiare tutto per un punteggio più alto. È il classico “spingi la fortuna”: ogni volta che rilanci, potresti incassare una bella somma… oppure finire con zero.
Ogni dado ha un valore: i 1 e i 5 danno punti da soli, ma le combinazioni di tre o più numeri uguali fanno salire il contatore in modo esponenziale. Se riesci a usare tutti i dadi per fare punteggi, puoi raccoglierli di nuovo e continuare a lanciare — un vero loop di adrenalina. Ma attenzione: se nel tuo prossimo lancio non ottieni nessun punto valido, la tua intera serie va in fumo. Niente punti, niente bonus, solo il silenzio del dado caduto male.
L’obiettivo è semplice: arrivare per primi a 10.000 punti. Non serve un tavolo grande, né regole complicate. Basta una superficie piana, i dadi e la voglia di giocare in gruppo. Puoi farlo con due o fino a sei persone, e ogni partita finisce in mezz’ora circa — perfetto per un dopo cena o un pomeriggio tra amici.
Farkle non ha bisogno di carte né di pezzi speciali: basta carta e penna per tenere il conto. Eppure, la sua magia sta proprio nella tensione che si crea quando decidi se fermarti o rischiare ancora. È un gioco che ti fa ridere, urlare, sospirare — perché a volte bastano due dadi sbagliati per rovinare una buona sequenza.
Nel 1996, Charlie e Mary Potter lo trasformarono in un prodotto commerciale, con regole ufficiali e scatole colorate. Oggi esistono versioni diverse sul mercato, ma il cuore rimane lo stesso: dadi, rischio e la gioia di vincere — o perdere — insieme.
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