Non serve un campo da battaglia enorme: basta un tavolo, due flotte in miniatura e un po’ di fantasia per rivivere gli scontri navali tra navi a vela.
Il gioco si muove con un ritmo dinamico, guidato dal sorteggio casuale di carte rosse o nere che determinano chi agisce quando. Non c’è un turno fisso: il comando è incerto, come nella realtà, e la confusione fa parte del divertimento. Le navi si muovono in base alla direzione del vento, con lanci di dadi che ne regolano velocità e manovre—virate, strambate, ancoraggi o addirittura l’impiccagione di un albero maestro. Ogni azione ha conseguenze: una collisione può bloccare entrambe le navi, un incendio si diffonde in fretta, e i relitti affondati diventano ostacoli per il resto della battaglia.
Il fuoco è l’elemento più temuto. Quando sparate con la bordata, due dadi decidono se colpite, quanto danneggiate e se la nave prende fuoco. I segnalini di cotone colorato aiutano a tenere traccia dei danni: bianchi per i colpi, rossi per le fiamme. La visibilità conta: non potete sparare dove non vedete, e l’arco di tiro è limitato dalla posizione della nave rispetto al vento.
L’obiettivo? Sconfiggere la flotta avversaria, affondando o catturando le sue navi. Non serve una vittoria totale: spesso basta spezzare il suo morale e costringerla alla ritirata.
Form Line of Battle non cerca di simulare ogni dettaglio storico, ma di catturare l’atmosfera caotica e incerta delle battaglie navali del XVIII secolo. È un gioco che ti fa sentire il rumore del vento tra le vele, lo scricchiolio dei timoni e il grido degli ufficiali sotto il fumo della polvere da sparo. Non è perfetto, ma è autentico — e proprio per questo, coinvolgente fino all’ultimo colpo di cannone.
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