Fussball Management ti trasporta nella polverosa ma cabina di un manager calcistico degli anni '90. Non devi allenare i giocatori né scegliere le formazioni: il tuo compito è gestire soldi, stadi e talenti come se fossi a capo di una squadra che vive di bilanci più che di reti.
Ogni giocatore parte con 2.500.000 marchi tedeschi da investire in calciatori nazionali o internazionali, oppure nell’acquisto di uno stadio. Muovendoti sul tabellone a ogni lancio dei dadi, atterri su spazi che decidono il tuo destino: un campo vuoto? La banca ti paga in base ai tuoi giocatori e al tipo di partita disputata. Un impianto già posseduto da qualcun altro? Devi pagare l’affitto, ma anche i tuoi avversari dovranno farlo quando passeranno da lì.
Ogni volta che giri il viale dei costi fissi, devi versare le spese mensili: un ricordo amaro di una gestione che non può essere solo speculativa. Alcune caselle ti obbligano a pagare bonus o a pescare carte impreviste; altre sono scorciatoie che ti portano più vicino al traguardo, ma anche alle prossime tasse.
Vince chi alla fine del tempo stabilito — tra un’ora e mezza e tre ore di gioco — ha accumulato il maggior capitale. Non è la squadra con più vittorie a vincere: è quella che sa bilanciare investimenti, affitti e rischi.
Fussball Management non è un simulatore realistico, ma un gioco elegante dove ogni lancio di dado può trasformare una fortuna in debito — o viceversa. È calcio, ma senza gol: solo conti, strategia e quel brivido del rischio calcolato.
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