Immagina un gioco dove l’economia cambia all’improvviso: i prezzi delle proprietà salgono come razzi o crollano in pochi secondi, e chi sa sfruttare il momento vince. Game of Boom or Bust, uscito nel 1951, è un classico dimenticato che mescola la dinamica di Monopoly con un’innovazione geniale: non sono le tue costruzioni a determinare il valore, ma l’intero mercato.
Ogni giocatore si muove attorno al tabellone, lanciando due dadi e atterrando su proprietà come parrucchieri, negozi o fabbriche. Ma qui non basta comprare: devi capire se sei in un periodo di prosperità, crisi o ripresa. Al centro del tabellone c’è un pannello removibile che, ruotato, cambia tutti i prezzi e gli affitti contemporaneamente. In fase “Normale” tutto è stabile; quando qualcuno atterra su una delle tre caselle a stella, il ciclo si sposta: prima Boom, poi Bust, poi di nuovo Normale — e così via. I valori possono raddoppiare o dimezzarsi in un solo giro, trasformando un investimento saggio in una trappola mortale o viceversa.
L’obiettivo è semplice: accumulare più ricchezza possibile prima che gli altri falliscano. Compra quando i prezzi sono bassi — durante la Bust o anche nella fase Normale — e vendi quando il mercato impazzisce in Boom, sfruttando affitti che possono arrivare fino a 250.000 dollari. Se atterri su una proprietà libera, puoi comprarla al prezzo corrente oppure lasciarla: se nessuno la prende, si fa asta tra tutti i giocatori, un dettaglio che aggiunge tensione e strategia. Ogni proprietario indica il suo possesso con una piccola tessera colorata da infilare in una fessura lungo lo spazio del tabellone: visibile, immediato, come un segno di potere.
Il denaro è fatto di banconote da 100, 1.000 e 10.000 dollari, ma ci sono anche dischi blu e argento da 5.000 e 50.000 — un tocco elegante che rende i grandi scambi più tangibili. I segnaposti di legno colorato, i dadi bianchi, il tabellone rialzato che si inserisce nella scatola come un puzzle: tutto è pensato per essere pratico e piacevole da maneggiare.
La partita finisce quando un solo giocatore rimane solvente — o, se preferite, dopo un tempo stabilito, vince chi ha il maggior patrimonio tra contanti e proprietà. Non serve costruire alberghi né formare gruppi: la vera abilità sta nell’anticipare i cicli economici, nel saper vendere prima che cada il mercato, nel comprare quando tutti hanno paura. È un gioco dove l’imprevedibilità è la regola, e chi ha il coraggio di muoversi al momento giusto non solo sopravvive: vince.
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