Gang of Four

(1990)
6.6/10 (2,531 voti)

Gang of Four è un gioco di carte dove ogni mossa conta, e chi resta con le mani piene… perde. Non si tratta di fortuna: qui vince chi sa quando attaccare, quando passare e soprattutto chi capisce che in politica – o in una partita – i potenti non sono quelli più rumorosi, ma quelli che muovono le pedine con precisione.

Si gioca con un mazzo speciale di 64 carte, ispirato all’estetica tradizionale cinese e organizzato in scale numerate da 1 a 13. Ogni giocatore riceve lo stesso numero di carte all’inizio della mano, e il primo a muovere è chi ha la carta “1” multicolore: un piccolo dettaglio che dà subito ritmo alla partita. Da lì in avanti, si gioca in senso alternato – una volta in senso orario, poi controorario – per mantenere viva la tensione. Ogni turno devi giocare lo stesso numero di carte del precedente, ma con un valore superiore: se qualcuno ha messo tre 7, tu puoi rispondere con quattro 8 o cinque 9, ma non con due 10. Puoi anche giocare gruppi più grandi – quattro o più carte uguali – per cambiare il ritmo e mettere pressione agli avversari.

La partita continua finché tutti gli altri passano, perché non hanno carte adatte o non vogliono rischiare. Allora chi ha giocato l’ultima combinazione raccoglie le carte a terra e inizia la mano successiva. L’obiettivo è chiaro: svuotare il mazzo per primo. Chi ci riesce, vince quella mano. Gli altri invece prendono penalità in base al numero di carte che ancora hanno in mano – più ne rimangono, più punti accumulano. La partita finisce quando qualcuno raggiunge i cento punti: e il vincitore non è chi ha fatto più punti, ma chi ne ha fatti meno.

C’è un po’ di Big Two in questo gioco – la logica delle scale e dei gruppi – ma Gang of Four lo rende più dinamico con quel cambio di senso di gioco che ti costringe a pensare sempre due mosse avanti. Non è un gioco complicato da imparare, ma diventa subito strategico: devi tenere le carte alte per i momenti decisivi, ma non troppo a lungo, altrimenti resterai bloccato con un mazzo pesante. E poi c’è quel sapore di rivalsa politica che ispirò il suo inventore negli anni della Rivoluzione Culturale: una battaglia silenziosa tra quattro persone, dove chi si muove bene sopravvive, e chi resta aggrappato alle vecchie carte… viene lasciato indietro. È un gioco leggero, ma con un’anima tagliente. Perfetto per una serata tra amici che non vogliono solo ridere – ma anche mettere alla prova la loro astuzia.

  • Giocatori: 3-4
  • Durata: 40 min
  • Età Minima: 8+
  • Complessità: (1.86)

Artisti: Cyrille Daujean, Franck Achard

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