Gay Monopoly

(1983)
4.6/10 (52 voti)

Gay Monopoly è un gioco da tavolo che celebra l’identità gay degli anni ’80 con umorismo, colore e una buona dose di sfida. Nato nel 1983 come omaggio ironico al classico Monopoly, trasforma il mondo delle proprietà e dei soldi in un viaggio tra luoghi iconici della cultura queer: Fire Island, Castro Street, i bar nascosti, le saune e gli spazi dove la comunità si ritrovava per vivere liberamente. I gettoni da gioco non sono più le solite casette o automobili: scegli tra un cappello di pelle, una scarpa col tacco a spillo, un asciugacapelli, delle manette o un orsacchiotto.

Il gioco segue la struttura del Monopoly classico — lanci i dadi, muovi il tuo gettone e acquisti proprietà — ma qui non costruisci case: apri bar, saune e locali notturni. I soldi hanno tagli insoliti, come le banconote da 3 dollari, e ogni tanto capita di pescare una “Carta Camp”: devi dichiarare “faaabulous!” in sei modi diversi per guadagnare qualche dollaro in più. Le “Family Pride” ti regalano un vantaggio se riconosci un personaggio storico gay: da Harvey Milk a Marsha P. Johnson, ogni nome racconta una storia. E poi ci sono le “Hanky Code”, carte che mettono alla prova la tua conoscenza dei segnali nascosti tra i fazzoletti nei pantaloni — colore e tasca destra o sinistra cambiavano il significato.

Vince chi accumula più ricchezza, ma anche chi riesce a navigare meglio le sfide, gli scambi e le battute. Non è un gioco serio, né pretende di esserlo: è un atto d’amore per una cultura che ha imparato a ridere di sé per non piangere. E se trovi una copia, sappi che ne esistevano pochissime — prodotta da un piccolo gruppo di appassionati, fu presto fermata da una causa legale. Ma il suo spirito resta.

  • Giocatori: 2-6
  • Durata: 180 min
  • Età Minima: 18+
  • Complessità: (2.71)
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