Gladiatorerna

(2002)
4.6/10 (8 voti)

Gladiatorerna ti trasporta nell’atmosfera frenetica di un reality svedese dove atleti in armatura sfidano i concorrenti in prove fisiche e mentali da stadio. Non è un gioco che si limita a muovere pedine su una tabella: qui ogni turno diventa un piccolo duello, un test di intuito, riflessi e strategia. Due o quattro giocatori si alternano nei panni del sfidante e del gladiatore, affrontandosi in sette prove diverse, ciascuna con regole uniche ma unite da una stessa tensione: chi vince la prova guadagna punti che decideranno il vincitore finale.

La prima prova, Il Gauntlet, è un gioco di bluff e previsione. Lo sfidante sceglie carte nascoste e le gioca una alla volta; il gladiatore deve indovinare quale tipo sta per uscire. Ogni errore del gladiatore fa avanzare lo sfidante, che vince se arriva al traguardo prima di esaurire le carte. Più ne ha in mano quando finisce, più punti accumula. Poi c’è Il Duello, dove entrambi costruiscono scale di colori simultaneamente: chi riesce a completare la propria scala per primo vince, ma se lo fa il gladiatore, lo sfidante non ottiene nulla. È un gioco diretto, ma con una tensione sottile: ogni carta giocata può essere l’ultima.

La prova delle Anelli richiede movimento tattico su una mappa ridotta. Lo sfidante deve raggiungere uno degli otto punti premio o finire sulla stessa casella del gladiatore, usando carte di movimento. Il gladiatore cerca di bloccarlo, tagliando le vie d’uscita o catturandolo prima che arrivi al traguardo. È un gioco di posizione dove ogni passo conta, e il tempo è limitato a sei turni.

La Parete è una corsa contro il tempo e l’avversario. Lo sfidante chiama un numero tra 1 e 12, poi gira una ruota: se esce un valore uguale o superiore, avanza. Il gladiatore lo segue solo a partire dal quarto turno, ma con una ruota più potente, che va da 4 a 15. Sette round in totale, e chi arriva per primo in cima vince la prova. Non serve essere veloci: basta un po’ di fortuna e il coraggio di chiamare numeri alti.

Nel Recupero, lo sfidante deve rubare segnalini colorati dal tavolo. Ma non può semplicemente spostarsi: ha bisogno della carta giusta in mano. Se non ce l’ha, può giocarne una nascosta e girare la ruota per cercare il colore corretto. Il gladiatore risponde con lo stesso metodo, tentando di difendere i segnalini finché le sue carte non finiscono.

L’Attacco è un gioco manuale, quasi fisico: lo sfidante deve bilanciare un piccolo dischetto su un cucchiaio di cartone e lanciarlo in una buca. Il gladiatore ha un cucchiaio più grande per bloccarlo. Non si tratta di abilità da circo, ma di precisione e calma. Chi riesce a farne cadere di più nel tempo stabilito vince.

Ma la vera sfida è l’Ultima Prova: L’Ostacolo. Qui tutti i punti accumulati nelle prove precedenti diventano segnalini da spendere per continuare a giocare. Il giocatore con più punti inizia, e gira le tessere come nel memory, cercando di abbinarle. Ogni errore lo ferma — ma se ha ancora segnalini, ne usa uno per riprendere. L’altro giocatore aspetta il suo turno, finché non è lui a dover girare. Vince chi completa prima la propria sequenza: non conta essere più veloce, ma resistere meglio quando le cose si complicano.

Gladiatorerna non è un gioco da tavolo tradizionale. Non ha regole complesse né strategie infinite. È fatto di piccole sfide che ti costringono a pensare, reagire, bluffare e talvolta solo sperare nella ruota. Il ritmo è serrato, ogni prova dura poco ma lascia il segno. E la vittoria finale non dipende da chi ha vinto più prove, ma da chi sa gestire i punti meglio nell’ultima corsa. È un gioco per chi ama l’azione, le sorprese e quel momento in cui tutto si decide con una carta o un giro di ruota. Un po’ come uno show televisivo, ma con il tuo tavolo da pranzo che diventa lo stadio.

  • Giocatori: 2-4
  • Durata: 60 min
  • Età Minima: 8+
  • Complessità: (2.00)

Meccaniche: Tira e Muovi

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