Harry's Grand Slam Baseball Game

(1962)
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Immagina di tenere in mano una partita di baseball vera, ma ridotta a un mazzo di carte e a un tabellone da segnapunti: è Harry’s Grand Slam Baseball Game, il gioco da tavolo che ti fa vivere l’emozione della stagione estiva senza dover uscire di casa. Prodotto nel 1962 come parte della serie Heirloom Games, questo piccolo capolavoro semplifica il baseball in modo intelligente, mantenendo tutta la sua tensione e i suoi colpi di scena.

Ogni giocatore diventa manager di una squadra: uno alla battuta, l’altro al lancio. Si gioca a turni, inning per inning, nove giri totali. Quando è il tuo turno di battere, peschi tre carte e cerchi quelle che ti danno un colpo buono — un singolo, un doppio, magari un home run. L’avversario, invece, cerca di giocare carte che portino fuori i tuoi battitori: strikeout, out al volo, double play. Ogni carta risolve una situazione in modo veloce e diretto. Dopo ogni mossa, peschi subito un’altra carta per mantenere sempre tre carte in mano: il ritmo è serrato, come se stessi seguendo un vero match.

Ci sono due tipi di carte speciali che aggiungono un po’ di magia al gioco. Le “substitute” ti salvano quando non hai la carta giusta: le puoi usare per sostituire un battitore o un lanciatore, e vanno subito in gioco insieme a una seconda carta nascosta che deciderà il risultato. Poi ci sono le carte “wild”: lancio pazzo, passaggio perso, rubata di base — azioni che non finiscono l’at-bat ma cambiano la situazione sulle basi. Quando escono, segni cosa succede e poi lasci all’avversario il compito di risolvere il turno successivo: è come se il campo avesse una sua vita propria.

Ogni tre inning, le carte vengono rimischiate e tutti ricevono un nuovo mazzo da tre. Questo impedisce che qualcuno si blocchi con la stessa sequenza di carte e mantiene ogni partita fresca. Alla fine dei nove inning, conta i punti: chi ha fatto più run vince. Non serve essere un esperto di baseball per capire le regole — sono intuitive, quasi naturali — ma c’è spazio per la strategia: quando giocare una carta potente, quando tenerla per il momento giusto, come gestire il mazzo in base a cosa hai visto uscire.

Il bello è che non si tratta solo di fortuna. C’è un equilibrio sottile tra ciò che peschi e ciò che decidi di fare con le tue carte. E poi c’è la soddisfazione di vedere il tabellone salire, i corridori avanzare, gli out accumularsi. Puoi giocarlo in due, ma anche in tre o quattro, con squadre a coppie e turni alternati. Ci sono varianti come “Slugfest” per partite più offensive o “Shutout” dove l’obiettivo è bloccare l’avversario completamente.

È un gioco leggero, ma non banale. Un po’ come una partita di baseball al parco: si spiega in due minuti, difficile da dimenticare.

  • Giocatori: 2-4
  • Durata: 20 min
  • Età Minima: 8+
  • Complessità: (1.12)

Meccaniche: Gestione Mano, Simulazione

Artisti: Cathleen Quinn-Kinney, Lisa Teach-Swaziek

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