Helios: The Game of the Gods è un gioco da tavolo che fonde l’eleganza degli scacchi con il mito dell’antichità. Nella sua versione originale del 1938, ti immerge in un cielo cosmico dove i pianeti e gli dèi si scontrano su una mappa stellare, ognuno con movimenti unici e poteri ispirati alla loro natura mitologica.
Ogni giocatore controlla dieci divinità: il sole, Helios, al centro della propria schiera, circondato da nove corpi celesti — Mercurio, Venere, Terra e gli altri — ognuno rappresentato da una pedina in plastica Tenite, coronata dal simbolo tradizionale del pianeta. Tre ulteriori pezzi raffigurano la Luna e i suoi nodi orbitali, aggiungendo profondità alla strategia. Il campo di battaglia è una griglia 20x20, con un nucleo centrale bloccato da quaranta caselle inaccessibili: un vuoto cosmico che divide le due forze.
I movimenti non seguono le regole degli scacchi classici. Ogni pezzo può muoversi di un numero di case pari alla sua distanza dal Sole, più una: la Terra, ad esempio, si sposta fino a quattro caselle in linea retta o diagonale. Mercurio e Helios, i più deboli in movimento, possono invece saltare su caselle contrassegnate da stelle, teletrasportandosi come divinità onnipresenti. Le catture avvengono semplicemente posizionando una pedina sullo spazio occupato dall’avversario.
Il vincitore è chi riesce a mettere in “eclissi totale” il Helios avversario: un checkmate che richiede non solo precisione, ma anche comprensione del ritmo cosmico di ogni divinità. Il gioco non è solo una battaglia strategica: è un viaggio attraverso l’antico immaginario, dove la geometria dello spazio si fonde con il racconto dei miti. Le regole sono semplici da imparare, ma profonde da padroneggiare — e ogni partita sembra scritta dalle stelle.
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