Hesketh's Legacy

(1999)
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Un pacco misterioso compare davanti alla tua porta una mattina di lunedì. Niente biglietto, niente indirizzo: solo un mattone avvolto nella carta da pacchi e un adesivo giallo che dice “Lanciamelo dalla finestra”. Non ci pensi due volte. Lo prendi, corri in giardino, lo scagli con tutta la forza contro la vetrata della tua casa. Il vetro si frantuma. L’odore di polvere e legno vecchio ti avvolge. E lì, a terra, tra i cocci, c’è una lettera.

È firmata da un uomo che non hai mai incontrato: il tuo defunto zio Hesketh Goodbody Three-Choirs Overcoat. Non sapevi nemmeno di avere uno zio così. Ma lui sì di te. E ha deciso che la tua eredità non sarà una somma in banca, né un dipinto o un orologio d’oro. Sarà una sfida. Una gara mortale, ma senza armi, senza sangue — solo carte e coraggio.

La settimana prossima, al suo funerale, tutti i parenti che hanno ricevuto questa stessa lettera si troveranno sotto lo stesso tetto. E l’unico modo per ereditare il suo patrimonio? Essere l’ultimo rimasto in piedi.

Hesketh’s Legacy è un gioco di carte per 2 a 8 giocatori, dove ognuno rappresenta uno dei tanti eredi del defunto zio. Ogni carta è una mossa: qualcuna ti dà vita, altre rubano punti agli avversari, alcune ti fanno guadagnare vantaggi temporanei, e pochissime — quelle più pericolose — ti costringono a scegliere se colpire o essere colpito. Non c’è fortuna: solo decisioni, bluff e un pizzico di follia.

Il gioco dura poco meno di mezz’ora. Le carte si distribuiscono in modo equo, poi tutti giocano simultaneamente, rivelando le proprie mosse insieme. Chi ha più punti vita alla fine della mano vince quel round. Ma attenzione: se qualcuno arriva a zero, esce dal gioco. E non c’è ritorno.

L’obiettivo è chiaro: essere l’ultimo ancora in gioco. Non serve avere il punteggio più alto all’inizio. Serve resistere. Saper aspettare. Sapere quando attaccare e quando nascondersi. A volte, lasciare che gli altri si distruggano tra loro è la mossa migliore. Altre volte, bisogna colpire prima che ti colpiscano.

Le carte sono semplici da capire ma ricche di possibilità: un “Rifiuto della famiglia” ti fa guadagnare due punti vita se nessuno gioca una carta simile; un “Sospetto di avvelenamento” costringe tutti a scartare una carta; e poi c’è il “Morto sospetto”, che può far uscire qualcuno dal gioco… ma solo se lo dici con convinzione.

Non è un gioco violento. È un gioco di tensione, di sorrisi forzati e occhiate cariche di sospetto. Ti ritrovi a ridere mentre lanci una carta che potrebbe mandare via il tuo migliore amico. E poi ti chiedi se anche lui stava pensando la stessa cosa.

Hesketh’s Legacy non ha bisogno di regole complesse né di un lungo setup. Basta un mazzo, qualche minuto e una buona dose di cinismo. È perfetto per chi ama i giochi veloci ma con un’anima strana, un po’ storta, come quella dello zio che ha scritto la lettera.

E se ti chiedi perché mai qualcuno avrebbe inventato una cosa del genere… beh, leggi il post scriptum: “Porta una bottiglia.” E non dimenticare: niente jeans.

  • Giocatori: 2-8
  • Durata: 30 min
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