Hoo Hey How

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Hoo Hey How è un gioco d’azzardo dai toni vivaci e dalle radici profonde nell’Asia orientale, dove i dadi non portano numeri ma simboli colorati che raccontano storie popolari. Tre dadi, ognuno con sei facce diverse – pesci, granchi, monete, galline, zucche e farfalle – vengono lanciati in una ciotola di porcellana o sotto un coperchio, mentre i giocatori puntano su ciò che credono apparirà. Non serve un tavolo complesso: basta un semplice tabellone disegnato a mano o stampato, con le sei immagini disposte come opzioni per la scommessa.

Ogni partecipante piazza il proprio gettone su uno o più simboli, sperando che quelli scelti compaiano tra i tre dadi. Quando i dadi vengono rivelati, si conta quante volte ogni immagine appare: se il tuo simbolo esce una volta, ti viene restituita la posta originale; due volte, raddoppi; tre volte, triplichi. È un sistema diretto ma avvincente, dove la fortuna decide in pochi secondi cosa portare al tavolo. Il banco, che gira tra i giocatori o è fisso a seconda delle regole locali, non punta: gestisce il gioco e paga le vincite con il pool delle scommesse.

Le immagini sui dadi variano da regione a regione, quasi come dialetti visivi. In Malesia e Singapore si trovano spesso il pesce, il gambero, il granchio, la moneta cinese, la zucca e il gallo. In Vietnam, dove è noto come Bau Cua Tom Ca e giocato durante le festività del Capodanno lunare, al posto della moneta compare un cervo. Nella regione di Sabah, i dadi mostrano solo la testa del tigre invece dell’animale intero; in alcune versioni antiche si trovavano draghi del mahjong o persino simboli politici degli anni Cinquanta. Alcuni set usati nei mercatini di Penang includono elefanti, serpenti e centopiedi, mentre altri ancora sostituiscono i classici con fiori o topi.

Non è un gioco da strategia complessa: non c’è calcolo matematico né pianificazione. È puro ritmo, attesa e sorpresa. La sua forza sta nella semplicità e nel legame con la cultura locale – ogni simbolo ha un significato, una storia, un’associazione popolare che lo rende più di un segno su un dado. Si gioca tra amici durante le feste, nei mercati o in famiglia, spesso con monete da pochi centesimi e tanta allegria.

È simile al Crown and Anchor britannico, ma con un’anima diversa: meno formale, più calda, più legata alle tradizioni quotidiane. Non serve una grande attrezzatura, né regole intricate. Basta tre dadi, un tabellone e qualcuno che lanci i numeri – o piuttosto, le immagini – della fortuna. E se ti capita di trovarne uno in un mercato dell’usato, con i colori sbiaditi dai tanti lanci, puoi star certo: ha già visto molte risate, e ne vedrà ancora.

  • Giocatori: 2-99
  • Durata: 1 min
  • Età Minima: 8+
  • Complessità: (2.00)

Meccaniche: Lancio Dadi

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