Nel marzo del 1815, Napoleone sbarca in Francia dopo l’esilio a Elba: in cento giorni deve ribaltare il corso dell’Europa. Con un esercito ridotto ma fedele, punta verso Bruxelles per dividere gli eserciti prussiani e britannici e annientarli uno alla volta. È una corsa contro il tempo, dove ogni giorno conta e la vittoria è solo per chi sa sfruttare l’iniziativa.
Hundred Days Battles ti porta sul campo di battaglia con un sistema diretto ma efficace: le unità sono guidate da generali dotati di abilità diverse che influenzano movimento, marce forzate e combattimenti. Il terreno è suddiviso in esagoni, e ogni scontro si risolve lanciando un dado su una tabella dei risultati: il caso gioca un ruolo, ma la strategia decide chi sopravvive. I movimenti sono precisi, le decisioni pesanti, e i leader non sono solo pedine — sono l’anima dell’esercito.
Per vincere, i francesi devono far uscire truppe dal campo verso Bruxelles o distruggere completamente gli eserciti alleati. Gli Alleati, invece, devono resistere, bloccare le rotte e non lasciare che Napoleone raggiunga il suo obiettivo. Non serve un’offensiva totale: basta un colpo ben calibrato.
Il gioco si svolge su una mappa dettagliata del Belgio meridionale, con 100 pezzi e regole concise che permettono di giocare in due ore. Non è complesso da imparare, ma offre profondità sufficiente per ripeterlo senza stancarsi. È un gioco dove la storia diventa tattica: ogni mossa ricorda che Napoleone non aveva secondi tentativi.
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