Nel cuore di Roma, mentre i senatori impugnavano le pugnali e l’aria era carica di tradimenti, l’era repubblicana si spegneva. È il 44 a.C., e con la morte di Giulio Cesare, tre forze cercano di riordinare un mondo in frantumi: i liberatori guidati da Bruto e Cassio, che vogliono restituire alla Repubblica la sua anima; Marco Antonio, fedele luogotenente del dittatore, che sogna il potere assoluto; e Ottaviano, l’erede giovane ma astuto, pronto a sfruttare ogni occasione per diventare il nuovo padrone di Roma.
Ides of March ti porta in questo conflitto epico: sei uno dei tre leader, con le tue truppe, i tuoi alleati e le tue carte strategiche. Ogni mossa conta — non solo quelle sul campo di battaglia, ma anche quelle nelle stanze del potere, dove il consenso è più prezioso delle legioni. Muovi i tuoi generali da provincia a provincia, schierando eserciti con dadi che decidono il destino dei scontri; usa le carte per attivare eventi storici, manipolare l’opinione pubblica o tradire alleati in momenti cruciali. Le forze sono condivise tra i giocatori: un esercito può essere inviato da uno e comandato da un altro, creando alleanze fragili e tradimenti imprevisti.
La vittoria non si misura solo in territori conquistati o battaglie vinte. Devi accumulare prestigio: controllare Roma, ottenere cariche pubbliche, sconfiggere i rivali e far cadere le loro legittimità. Chi riesce a imporsi come Princeps — il primo tra gli uguali — diventa l’uomo che la storia ricorderà come Augusto. Il gioco si snoda in un arco di quindici anni, con una progressione che riflette la trasformazione della Repubblica in Impero: ogni mossa ti avvicina al potere o alla rovina.
C’è anche una modalità più breve, il modulo Rubicon, che racconta l’inizio del conflitto tra Cesare e Pompeo, prima che tutto si complicasse. Ma è nella partita completa che la vera forza di Ides of March emerge: non è un gioco dove chi ha più soldati vince. È un gioco dove le parole contano quanto le spade, dove l’alleanza del momento può diventare il tradimento dell’ora dopo, e dove anche il più brillante generale può cadere se perde la fiducia del Senato.
Le carte sono il cuore pulsante: alcune condivise tra tutti i giocatori, altre uniche per ogni fazione, che riproducono eventi reali — l’assassinio di Cesare, il patto di Triumvirato, la battaglia di Filippi — e ti costringono a reagire in modi imprevedibili. Non c’è una sola strada per vincere: puoi essere un conquistatore, un diplomatico o un manipolatore silenzioso. Ma ricorda: chi cerca di restaurare la Repubblica deve sconfiggere tutti; chi vuole il trono non può permettersi nemici. E alla fine, solo uno resterà in piedi.
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