In Clouds of Glory è un wargame da tavolo che riporta l’epopea dei combattimenti aerei della Prima Guerra Mondiale, dove ogni manovra conta e il cielo diventa un campo di battaglia tridimensionale. Progettato negli anni ’90 da tre appassionati danesi, questo gioco non si limita a simulare voli e sparatorie: lo trasforma in un’esperienza immersiva dove l’aereo è una macchina viva, il pilota un uomo con talento e fortuna, e la velocità… è vita.
Ogni aeroplano è rappresentato da un modello in scala 1/350 montato su un asta di carbonio lunga un metro e venti, che si infila direttamente nel tabellone in schiuma. L’asta permette di muovere l’aereo non solo in orizzontale, ma anche in altezza: salire, scendere, planare — tutto senza indicatori o segnalini. La posizione del modello sull’asta indica esattamente la quota, e il suo orientamento mostra la direzione di marcia con precisione assoluta. Ogni velivolo ha una scheda “Cockpit” dove si registrano velocità, danni strutturali, guasti all’armamento o al motore, e lo stato del pilota. La velocità non è solo un numero: determina quanto bene l’aereo può virare, salire o sfuggire a un attacco. Troppo veloce? Le manovre diventano ampie e poco controllabili. Troppo lento? Non hai energia per risalire e sei facile preda.
Ogni pilota ha tre abilità fondamentali: Consapevolezza (per tenere traccia del campo di battaglia), Pilotaggio (per eseguire virate strette, evitare stallo o spin) e Tiro (colpire il bersaglio). Vengono determinate lanciando due dadi a sei facce più sei punti. Oltre alle abilità, ogni pilota possiede Fortezza — i suoi punti ferita — e Fortuna, che concede rilanci in situazioni critiche o per evitare collisioni. Con l’esperienza, i piloti possono guadagnare abilità speciali: tiro a deflessione, acrobazie estreme, o una sorta di “fortuna divina” che li rende quasi invincibili.
Le azioni si risolvono lanciando un d20 contro un numero obiettivo basato sulle abilità del pilota e sulla situazione: angolo di tiro, velocità del bersaglio, condizioni meteorologiche. La differenza tra il risultato ottenuto e il target determina il livello di successo, che a sua volta moltiplica o modifica i danni inflitti. Un colpo ben piazzato può staccare un’ala, bloccare l’elica, o mandare in fiamme il serbatoio. I danni sono persistenti e realistici: un’aeroplano ferito non si ripara da solo.
Il tabellone è modulare, costruito pezzo per pezzo come una mappa di battaglia reale, con linee di fronte, zone di pattugliamento e punti strategici. Le missioni variano da scortare bombardieri a difendere un osservatorio, o lanciare attacchi contro zeppelini che fluttuano minacciosi sopra le trincee. Il gioco supporta da due a otto giocatori, con squadriglie cooperative o rivali, e partite possono durare fino a tre ore — un’esperienza intensa, quasi cinematografica.
In Clouds of Glory non è solo un gioco di guerra: è una ricostruzione storica fatta di dettagli artigianali. I modelli in scala 1/350 si possono stampare in 3D o costruire a mano con polistirolo, e l’intera regolamentazione — comprese le schede pilota, i profili degli aerei e le missioni — è disponibile gratuitamente online. Non c’è un “vincitore” definito: si vince quando il tuo pilota torna a casa, o quando la tua squadriglia completa l’obiettivo contro ogni probabilità. È un gioco per chi ama l’autenticità, la pazienza e il fascino silenzioso di quei combattenti che sfidavano la morte su macchine fragili, tra nuvole e fuoco.
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