Jack e la pianta magica è un gioco da tavolo leggero e incantato del 1965, perfetto per una partita veloce tra due giocatori. Al centro della scena c’è una spettacolare pianta di fagiolo in plastica verde, alta quasi mezzo metro, con una nuvola soffice che nasconde il gigante addormentato in cima. Lungo i suoi fianchi, dieci buchini a spirale aspettano le foglie da inserire nell’ordine giusto: solo così si potrà svegliare il gigante.
Ogni giocatore ha accesso a una foglia alla volta, grazie a un meccanismo scorrevole alla base. Le foglie sono di tre tipi: quelle verdi vanno solo nei buchi corrispondenti e se non combaciano, bisogna rimetterle dentro la pianta; le dorate si adattano ovunque, un’ottima risorsa per avanzare; le nere, invece, sono inutili e devono essere subito riposte. L’obiettivo è completare la sequenza dall’alto verso il basso: ogni foglia inserita correttamente sale di un livello, fino alla cima. Quando l’ultima foglia trova il suo posto, una molla scatta e il gigante salta su con uno scatto sorprendente.
Il gioco non richiede strategie complesse: è tutto questione di fortuna, memoria e un po’ di pazienza. Le foglie nascoste nella pianta creano incertezza, e ogni turno diventa una piccola sfida tra l’attesa e la speranza. È un gioco che non si prende sul serio, ma che regala momenti di pura magia: il rumore della foglia che scivola nel buco, la nuvola che nasconde il segreto, quel momento in cui il gigante salta fuori come per sorpresa. Perfetto per i più piccoli, ma con un fascino che conquista anche gli adulti.
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