Juchajdo! è un gioco da tavolo che non ha paura di ridere di sé stesso. Nato in Repubblica Ceca nel 2003 e disegnato dall’iconico Kaja Saudek, sembra uscito da una rivista per adulti stampata su carta cerata: coloratissimo, un po’ rozzo, ma pieno di personalità.
Si gioca in due fino a otto persone, con personaggi maschili e femminili che si muovono su una griglia quadrata. Ogni giocatore pesca carte raffiguranti figure eccentriche – gentleman scostanti, signore audaci, tipi stravaganti – e le piazza sul tabellone. L’obiettivo? Farle incontrare con quelle degli avversari che rispondono ai loro gusti particolari: un uomo che ama i cappelli da cowboy, una donna che preferisce chi sa ballare il tango. Quando due personaggi compatibili finiscono nello stesso spazio, i loro proprietari guadagnano punti in base alla combinazione. Poi, scompaiono dal gioco: un po’ come un flirt che brucia veloce e lascia solo ricordi (e qualche punto in più).
Oltre alle carte personaggio, ci sono speciali carte azione che possono cambiare il corso della partita: bloccare un incontro, forzare uno scambio, o semplicemente far ridere tutti. Il gioco non è strategico nel senso tradizionale: qui vince chi riesce a combinare meglio l’assurdo con la fortuna.
La sua bellezza sta nell’essere volutamente low-cost e autentico: stampato su carta cerata, da ritagliare prima di giocare, perfetto per una serata tra amici che non prendono troppo sul serio niente – nemmeno se il loro personaggio preferito è un contadino con un cappello da ninja. Con due set si gioca in otto; uno basta per quattro. E se lo laminati, dura più di una notte di festa.
Juchajdo! non ti farà vincere il titolo di “miglior giocatore del mondo”. Ma ti farà ridere fino a quando non avrai più fiato.
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