Key Harvest è un gioco di pianificazione strategica e gestione delle risorse ambientato in un mondo medievale dove i contadini lottano per trasformare terreni aridi in coltivi fiorenti. Non si tratta solo di posizionare tessere: qui ogni mossa è un equilibrio tra ambizione, opportunità e anticipazione dei movimenti degli avversari.
Ogni giocatore guida il proprio feudo, costruendo lentamente un paesaggio agricolo attraverso l’acquisto e la collocazione di tessere campo. Il punteggio non deriva dal totale delle tessere, ma dalla loro organizzazione: punti vengono assegnati per il gruppo più grande di campi connessi (un punto per ogni tessera) e per il secondo gruppo più esteso (due punti a tessera). È un sistema che premia la coesione, non l’espansione caotica. Oltre ai campi, ci sono i lavoratori: sei contadini personali e sei cittadini disponibili per tutti. Ogni lavoratore porta un numero sul suo corpo — il valore dei punti che darà alla fine — ma soprattutto, quando posizionato, attiva una capacità speciale: deve essere adiacente a esattamente tanti campi quanti indicati dal suo numero, e non può toccare altri lavoratori. Se un campo viene rimosso sotto di lui, il lavoratore va tolto — ma se riesci a reinserirlo subito in una posizione valida, ne ottieni nuovamente l’effetto.
Il cuore del gioco è il sistema d’asta dinamico. Ogni turno, sei tessere campo sono disponibili sul mercato. Puoi offrire fino a due di queste usando i tuoi gettoni raccolta (cereali), ma non stai comprando: stai creando un’offerta che altri possono sovrastare. Se qualcuno ti batte, paga il prezzo e prende la tessera per sé; se nessuno interviene, al tuo prossimo turno puoi prenderla tu, pagando i gettoni alla riserva generale. Questo meccanismo trasforma ogni asta in un gioco psicologico: offri poco per non spendere troppo, ma rischi di perdere la tessera che ti serve; offri tanto e potresti alimentare il vantaggio degli avversari. Tenere le tessere nel proprio magazzino è spesso una mossa intelligente — anche se non le usi subito, puoi guadagnare gettoni o costringere gli altri a spendere per acquisirle.
Ogni turno hai due azioni da compiere tra quattro possibili: piazzare tessere campo dal tuo magazzino sul tuo feudo; prelevare tessere dal mercato e metterle nel tuo magazzino; posizionare un lavoratore; o raccogliere i raccolti, girando alcune tessere campo non ancora sfruttate. Importante: non puoi piazzare nuove tessere dal mercato dopo averne prelevate per il tuo magazzino — una regola che impone scelte ponderate e linee di gioco coerenti.
Il sacchetto delle tessere contiene anche eventi, rari ma potenti. Quando un evento viene pescato, colpisce tutti i giocatori: forse un’inondazione cancella alcuni campi, o una siccità blocca la raccolta per un turno. Il gioco termina quando il decimo evento viene estratto, con due ulteriori turni di chiusura. Alla fine, oltre ai punti dai gruppi e dai lavoratori, vengono assegnati punti extra a chi ha accumulato più gettoni di ciascun tipo di raccolta — ma solo se è in testa: i pareggi non contano.
Il gioco si svolge su un tabellone che funge da traccia dei punteggi, dove ogni punto conta. Non ci sono attacchi diretti, né combattimenti: la vittoria nasce dalla capacità di prevedere, adattarsi e costruire con precisione. È un gioco silenzioso ma intenso, dove ogni decisione ha conseguenze a lungo termine, e il vantaggio si costruisce non con l’aggressività, ma con la pazienza e la geometria del terreno. Key Harvest è un puzzle in movimento: ti chiede di pensare tre mosse avanti, di gestire risorse scarse, di leggere gli avversari — e di farlo tutto mentre il tuo feudo cresce, lentamente, sotto i tuoi occhi.
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