Ma quello che sembrava un piano audace si trasformò ben presto in una trappola mortale. Il gioco simula la battaglia reale con precisione tattica, dove ogni mossa conta e l’ignoto può rovesciare il corso della guerra.
Ogni turno rappresenta un giorno di combattimento su una mappa a esagoni che copre i 70 chilometri del saliente di Barvenkovo. I giocatori comandano divisioni e reggimenti, muovendoli con punti movimento limitati, sfruttando il terreno e le linee di rifornimento per guadagnare vantaggio. Le unità sovietiche hanno un elemento nascosto: non sai mai la loro vera forza finché non entrano in combattimento. Questo sistema, ereditato da Panzergruppe Guderian ma adattato qui con maggiore realismo, aggiunge una tensione unica — ogni attacco è un rischio calcolato, perché potresti scoprire di aver schierato un’unità debolissima proprio quando ne hai più bisogno. Non ci sono unità da “zero” a cui appigliarsi: tutto ciò che entra in campo ha una storia e un peso.
L’obiettivo è diretto ma difficile: i sovietici devono rompere le linee tedesche, catturare Kharkov e distruggere la 6ª Armata. I tedeschi, invece, devono resistere, contenere l’avanzata e poi chiudere la tenaglia prima che i sovietici possano consolidare il loro successo. La vittoria non si misura solo in territorio conquistato, ma nella capacità di gestire le risorse, anticipare gli attacchi e sfruttare l’incertezza del nemico.
Ciò che rende Kharkov affascinante è la sua fedeltà alla storia senza essere un mero esercizio accademico. La battaglia fu una delle più disastrose per i sovietici: 280.000 perdite contro appena 20.000 tedesche, con tre intere armate circondate e annientate in sei giorni. Il gioco non glorifica né condanna — racconta semplicemente come l’arroganza, i malintesi strategici e il caos bellico possano trasformare un piano brillante in una catastrofe. Le incursioni aeree tedesche, le manovre di accerchiamento, la logistica spezzata: tutto è presente, con equilibrio e chiarezza.
Il sistema di gioco è solido ma non oppressivo. Con 200 pedine, una mappa colorata e un regolamento chiaro in otto pagine, il gioco richiede circa quattro ore per partita — abbastanza da immergersi senza diventare un impegno insostenibile. È perfetto per chi ama i wargame con profondità storica ma senza complicazioni eccessive. Non è un gioco per principianti, né un rompicapo astratto: è una battaglia viva, dove ogni dado lanciato può cambiare il destino di un reggimento. E in quella mappa a esagoni, tra i fiumi e le colline dell’Ucraina orientale, la storia torna a respirare.
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