Ogni partita riproduce una delle otto scontri decisivi che hanno segnato la nascita delle nuove repubbliche: da Chacabuco a Ayacucho, passando per Boyacá e Carabobo, dove l’intervento della Legione Britannica cambiò il corso della storia.
Il gioco usa un sistema a gettoni e dadi su una mappa esagonale, con unità rappresentate a livello di battaglioni, squadriglie di cavalleria e batterie d’artiglieria. Ogni esagono equivale a 150 metri, ogni turno a un’ora di combattimento reale: abbastanza dettaglio per sentire il peso delle scelte, senza appesantire la partita. Le battaglie sono progettate per concludersi in meno di due ore, perfette per chi cerca profondità storica senza lunghe sessioni.
Non si tratta solo di muovere pezzi: devi gestire l’incertezza del combattimento, sfruttare il terreno, anticipare le mosse dell’avversario e sostenere la pressione quando i gettoni non ti danno ciò che serve. La densità ridotta dei contatori rende tutto più chiaro, ma non meno teso.
Per chi ama la storia militare e vuole vivere quegli anni di rivoluzione su una mappa, Libertadores offre un’esperienza equilibrata: rigorosa nei dettagli, diretta nell’esecuzione, coinvolgente fino all’ultimo dado lanciato.
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