Limits è un gioco di memoria e intuizione dove devi indovinare chi sta mentendo — ma non sulle carte che tiene in mano, bensì su quante ne ha già giocato.
Ogni partita comincia con una carta limite: indica il massimo numero di carte per ciascuno dei cinque colori che possono essere state giocate fino a quel momento. Ognuno riceve cinque carte colorate e, in silenzio, piazza un segnaposto nascosto davanti a sé — un piccolo contributo al totale che sta costruendo.
Il turno è semplice: puoi o sfidare qualcuno, oppure giocare una carta. Se scegli di sfidare, punti il dito su un avversario e accusi: “Hai superato il limite per il rosso”. Tutti rivelano le carte nascoste, si sommano quelle dello stesso colore del sospetto, e si confrontano con la carta limite. Se hai ragione, guadagni un punto; l’altro ne perde due. Se ti sbagli, è l’esatto contrario: lui vince, tu paghi il prezzo dell’errore.
Se invece decidi di giocare una carta, la butti nel mucchio dei discartati e peschi un’altra. Ma se hai quattro carte dello stesso colore? Allora puoi fare un piccolo trucco: pesca due carte, scarta due delle tue quadre, e piazza le altre due in cima al mazzo — guadagnando anche un punto extra.
Dopo ogni sfida, il mucchio dei discartati viene ribaltato e rimesso sotto il mazzo senza mescolarlo: la memoria diventa strategia, perché ricordare cosa è stato giocato prima può farti vincere. Quando finiscono tutte le carte limite, conta i punti. Chi ha accumulato più vittorie si aggiudica la partita.
Limits non ti chiede fortuna o abilità manuale: ti sfida a tenere traccia di ciò che gli altri nascondono, e a decidere quando osare una sfida. È leggero come un soffio, ma con un cuore da indovinello. Perfetto per chi ama i giochi dove il silenzio dice più delle parole.
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