È il 1631: le truppe cattoliche guidate da Tilly sembrano invincibili, ma un nuovo modo di combattere sta emergendo tra i fumi delle armi da fuoco e la rigidità dei terzi. Gustavo Adolfo di Svezia, il Leone del Nord, impone una rivoluzione: artiglierie mobili, fanteria leggera in linea e cavalleria che attacca con decisione. Questo gioco non riproduce semplicemente due battaglie storiche: ne ricostruisce l’essenza tattica.
Ogni turno copre mezz’ora di combattimento su una mappa a esagoni, dove ogni casella rappresenta cento metri e ogni punto forza circa cento uomini. Devi gestire unità di piquieri, moschettieri e cavalleria con un sistema di dadi che bilancia casualità e realismo: i colpi non sempre colpiscono, le armi possono esplodere, gli uomini possono impazzire sotto il fuoco. Le regole sono precise ma non ostiche: la tua capacità di coordinare movimenti, sfruttare il terreno e anticipare le mosse dell’avversario deciderà il destino delle tue truppe.
Vinci quando riesci a spezzare l’equilibrio del campo di battaglia: distruggere unità nemiche critiche, catturare posizioni chiave o costringere l’avversario alla ritirata. Non serve annientare tutto: basta far crollare la sua volontà.
Lion of the North è un capolavoro di progettazione storica, parte della celebre serie Great Battles of History. I 480 contatori a colori, le due mappe dettagliate e i materiali di supporto — compresi gli schemi per regole opzionali come la morte di Gustavo Adolfo o l’esplosione dei cannoni — lo rendono un oggetto da collezione. Ma è il suo approccio alla guerra moderna che lo distingue: qui non si combatte con formazioni rigide, ma con disciplina, velocità e adattamento. È la battaglia in cui l’antico ordine lascia il posto al nuovo mondo militare — e tu ne sei il comandante.
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