Maiwand è un gioco da tavolo che riproduce uno dei più sanguinosi scontri della Seconda Guerra Afgana: l’attacco delle forze afghane contro il convoglio britannico nel 1880. Qui, la disciplina dell’esercito coloniale si scontra con la furia improvvisa di migliaia di guerrieri tribali, in un campo di battaglia dove ogni metro conta.
Il gioco si svolge su una mappa esagonale che rappresenta i 150 metri per ogni casella, con unità da 100 uomini o pochi pezzi d’artiglieria. I turni durano mezz’ora ciascuno e seguono un ordine preciso: prima gli afghani rafforzano le loro linee, poi si muovono; a seguire, i britannici sparano, quindi gli afghani attaccano al corpo a corpo. Il ciclo continua con il movimento dei britannici, il fuoco nemico e infine l’ultimo scontro ravvicinato. Le battaglie di fuoco si risolvono con tiri di dado per colpire; i combattimenti corpo a corpo invece dipendono dai rapporti di forza: vince chi schiaccia, o entrambi perdono.
La vittoria afghana non richiede la distruzione totale dell’esercito nemico. Basta che riusciano ad annientare il treno dei bagagli britannici prima del sedicesimo turno: se ci riescono, hanno vinto. Altrimenti, la loro sconfitta è scritta nella storia.
Maiwand non è solo un wargame tecnico: è un’esperienza immersiva. La seconda edizione offre una mappa a colori dettagliata, 130 pezzi da assemblare con cura e un manuale espanso di sedici pagine che include una variante per giocatori singoli e un articolo storico scritto da Tom Cundiff. Il gioco è pensato per due persone o per chi vuole sfidarsi da solo, con tutto il materiale disponibile anche in formato PDF. È un tributo preciso, silenzioso ma potente, a una battaglia dimenticata dai libri di scuola ma fondamentale nella storia dell’impero britannico.
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