Non è un semplice espansione, ma un’immersione profonda in guerre che cambiarono il corso della storia, raccontate con la stessa precisione militare del gioco base *The Devil’s Horsemen*.
Ogni battaglia si svolge su una mappa dettagliata di 22x34 pollici, dove le unità si muovono su esagoni e combattono con dadi per determinare l’esito degli assalti. Qui non sono solo i cavalli a dominare il campo: ci sono arcieri che piovono frecce dalle torri, artiglierie da campo che spaccano formazioni, e combattimenti corpo a corpo tra truppe in assetto serrato. A Mansourah, la crociata di Luigi IX si scontra con i mamelucchi egiziani tra le strade della città appena costruita; a Homs, l’armata mongola dell’Ilkhanato affronta i guerrieri mamlucchi in una battaglia così vasta che le ali degli eserciti non sapevano cosa accadesse dall’altra parte.
L’obiettivo è diretto ma difficile: distruggere l’esercito avversario, spezzare la sua volontà di combattere o conquistare posizioni chiave prima che il tempo scada. Ogni unità ha un ruolo preciso — i cavalieri pesanti non sono solo potenti, ma vulnerabili se isolati; gli arcieri a cavallo devono mantenere distanza e movimento per essere efficaci. Le regole, integrate perfettamente con *The Devil’s Horsemen*, aggiungono dettagli realistici: il terreno urbano rallenta le cariche, i venti influenzano la traiettoria delle frecce, e l’organizzazione dei comandanti può fare la differenza tra vittoria e disfatta.
Cosa rende Mamluk speciale? La sua capacità di trasformare due battaglie storiche in esperienze tattiche complesse ma coerenti. Non si tratta solo di schierare truppe: devi gestire logistica, morale, coordinamento e il caos del combattimento. Con 280 contatori colorati e un manuale di 16 pagine che spiega ogni sfumatura, questo è un gioco per chi ama la storia militare non come folklore, ma come scienza del conflitto. Serve solo il gioco base: tutto il resto è qui, pronto per essere messo in atto.
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