Un mostro ha invaso Stockholm, e non è qui per fare un giro turistico.
È venuto per distruggere uno dei simboli più iconici della città — il Castello Reale, l’ex ministero delle Finanze o quella strana scultura chiamata Paradiset — e mangiare chi gli capita a tiro lungo la strada.
Un giocatore controlla questa creatura mostruosa: un’entità imponente che si muove con passi pesanti tra i quartieri della capitale svedese, divorando civili per riprendersi le forze e schivando i tentativi di fermarla. L’altro giocatore è la città stessa — polizia, esercito e reparti speciali che si muovono a turni, cercando di prevedere dove colpirà il mostro prima che sia troppo tardi.
La mappa è una fedele riproduzione di Stockholm, con strade, parchi e canali che ne delimitano i movimenti. Il fiume al centro blocca gli umani ma non il mostro: lui può attraversarlo senza problemi, mentre le forze dell’ordine devono fare un giro lungo. Ogni turno arrivano rinforzi casuali — pattuglie di polizia, carri armati, persino la guardia d’onore del castello — che si piazzano in punti strategici, pronti a ingaggiare. E poi ci sono i skinhead: gruppi violenti e imprevedibili, che cambiano alleanza ogni turno, attaccando sia il mostro che gli umani senza motivo apparente.
Il gioco si muove su un equilibrio teso tra caos e pianificazione. Il mostro vuole raggiungere la sua meta prima di essere annientato; per farlo deve accumulare abbastanza energia mangiando, ma ogni volta che attacca una zona popolata aumenta il rischio di attirare l’attenzione dei militari. L’umano, invece, non può permettersi di sprecare forze: deve indovinare la rotta del mostro, concentrare i propri reparti dove è più probabile che arrivi e cercare di salvare il maggior numero possibile di civili — perché ogni vittima riduce il punteggio finale.
I dadi determinano gli esiti degli scontri: un lancio per vedere se il mostro riesce a sfuggire, uno per capire se la pallottola lo colpisce davvero. Le aree della mappa hanno dimensioni diverse, e questo influenza quanto velocemente si può muovere o quanto tempo ci vuole per circondarlo.
Monstret som slukade Stockholm non è un gioco serio, ma nemmeno una parodia. È un mix strano di horror e umorismo nero, dove la follia urbana diventa meccanica da tavolo. Le regole sono semplici, ma ogni partita si trasforma in una danza caotica tra distruzione e difesa, con il vento della città che soffia contro di te — e a volte, ti gira contro.
È un gioco d’epoca, fatto con passione da una casa editrice svedese che non aveva paura di giocare con i tabù. E oggi, dopo quarant’anni, ancora fa ridere... mentre il mostro mangia un altro poliziotto.
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