Mortality

(2004)
2.3/10 (3 voti)

Mortality è un gioco da tavolo che non parla di morte, ma di vita — delle scelte che ci formano, dei momenti che ci segnano e del modo in cui le prove possono diventare opportunità. Nato nel 2004 per la comunità LDS, si distacca dai classici giochi religiosi: non ti chiede di ricordare versetti o date, ma di vivere un percorso che risuona con l’esperienza umana.

Si gioca da 2 a 5 persone, e il tabellone si snoda attraverso tre fasi della vita: infanzia, giovinezza e età adulta. Ogni giocatore parte dall’infanzia, dove i punti — chiamati “Testimonianze” — arrivano quasi per caso, guidati dalle azioni della famiglia. È un momento dolce, leggero, in cui si impara che le piccole cose contano: una preghiera condivisa, un gesto di gentilezza, la presenza di chi ti ama. Poi arriva l’adolescenza, e con essa il primo vero potere decisionale. Puoi scegliere di intraprendere una missione, uscire con qualcuno, o prepararti per un matrimonio in tempio — ma attenzione: se non pianifichi bene i tuoi movimenti, rischi di finire su una casella che ti porta verso un matrimonio civile. Qui il gioco diventa strategico: devi pensare avanti, gestire le tue risorse e capire che ogni scelta ha un peso.

Nell’età adulta, i veri test arrivano. Le prove di fede si presentano come eventi imprevisti — perdite, difficoltà, momenti di dubbio — e il loro impatto dipende da quanto hai costruito finora. Più Testimonianze hai accumulato, più queste sfide possono trasformarsi in opportunità di crescita. Ma non sei solo: puoi aiutare gli altri giocatori, condividere risorse o offrire sostegno nei momenti difficili. E proprio questo è il cuore del gioco: vincere non significa essere il più veloce o il più fortunato, ma coltivare un cammino fatto di compassione, pazienza e costruzione reciproca.

Il primo a raggiungere 150 Testimonianze termina la sua mortalità e vince. Ma spesso chi arriva ultimo non si sente sconfitto: è quello che ha ricevuto più aiuti, che ha riso di più durante le situazioni assurde del tabellone, che ha visto i compagni fermarsi per lui quando era in difficoltà. Il gioco non premia l’egoismo, ma la connessione. Ecco perché si gioca bene anche con bambini: basta un adulto a spiegare le caselle più complesse, e il divertimento è garantito. Le partite durano tra un’ora e un’ora e mezza, abbastanza per sentire l’evolversi del viaggio senza stancarsi.

Mortality non è un gioco che insegna la dottrina: è un gioco che ti fa vivere una vita, con le sue incertezze, i suoi errori e i suoi miracoli silenziosi. È un luogo dove si ride delle caselle “matrimonio civile”, dove si sospira davanti a una prova troppo dura, ma anche dove si stringe la mano a qualcuno che ha appena perso tutto — perché sai che domani potrebbe essere il tuo turno. E in quel gesto semplice, c’è più verità di mille lezioni.

  • Giocatori: 2-5
  • Età Minima: 8+

Meccaniche: Tira e Muovi

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