Immagina di essere un manager di baseball negli anni ’70, con in mano le carte dei grandi campioni dell’epoca: Hank Aaron, Willie Mays, Roberto Clemente, Frank Robinson. Il tuo compito? Costruire la migliore squadra possibile e guidarla fino alla vittoria. In questo gioco da tavolo del 1970, non si tratta solo di fortuna: devi scegliere con intelligenza, organizzare il lineup e reagire alle situazioni in campo.
Dopo aver selezionato i tuoi giocatori da un mazzo ricco di stelle dell’epoca, ogni turno rappresenta un attacco. Sul tavolo vengono posizionate carte nascoste che indicano cosa può succedere quando il battitore entra in contatto con la palla: un fuori campo, una doppia, un out. Per scoprire l’esito, lanci due dadi a sei facce. Un due? Il battitore prende la base per walk. Un sette? Out per strikeout. Altrimenti, guardi il numero sul retro della carta del giocatore: corrisponde alla posizione difensiva che ha provato a fermare la palla. Se è un esterno, c’è più probabilità di un colpo in campo aperto; se è un interno, l’out diventa più probabile.
Le carte usate vengono sostituite con nuove dal mazzo, e quando il mazzo si esaurisce, lo rimetti insieme e ricominci. Le regole del baseball sono rispettate in ogni dettaglio: corse, basi piene, turni di battuta che si alternano.
Vince chi segna più punti alla fine di nove inning. Non è un gioco veloce, ma profondo: ti costringe a pensare come un vero manager, bilanciando potenza e precisione. Oggi è una rarità da collezione, ma ancora oggi riesce a catturare l’atmosfera di un’estate americana, con il rumore dei dadi che risuona come il colpo della mazza su una palla perfetta.
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