È qui che McClellan, con un esercito superiore in numero e armi, cerca di raggiungere la capitale confederata, mentre le forze sudiste si ritirano sotto la guida di Johnston, in attesa dell’arrivo di Robert E. Lee. Ogni mossa conta: il terreno fangoso della primavera, i rifornimenti che si esauriscono e l’incertezza sulle intenzioni nemiche trasformano ogni giornata in un equilibrio precario tra offesa e sopravvivenza.
Il gioco replica la campagna con una mappa dettagliata tracciata da mappe originali dell’epoca, dove ogni esagono rappresenta circa due chilometri. I turni corrispondono a un giorno reale, e i tuoi reparti vanno dal livello della divisione alle piccole unità di cavalleria. Due giocatori si sfidano alternandosi nel comando dell’Unione e degli Stati Confederati, decidendo dove spostare truppe, quando attaccare e come gestire le risorse limitate. Le regole sono precise ma non ostiche: il sistema dinamico garantisce che ogni partita segua un corso imprevedibile, con eventi storici che si intrecciano alle scelte tattiche.
L’obiettivo è chiaro: i nordisti devono conquistare Richmond entro la fine della campagna; i sudisti devono resistere, ritardare e sfruttare ogni vantaggio del terreno. Ma non si vince solo con l’offensiva — una manovra di contropiede ben calcolata o un raid di cavalleria possono cambiare il corso della guerra.
On to Richmond! non è un gioco che celebra la gloria militare, ma ne esplora la complessità. Le sette scenari offrono flessibilità: da una breve incursione di pochi minuti all’intera campagna, che richiede due giorni per essere completata. Il materiale è ricco e curato — mappe su doppio foglio, contatori dettagliati, tabelle di riferimento e un blocco per annotare le munizioni — tutto pensato per immergerti nell’atmosfera senza appesantire il gioco. È un wargame che rispetta la storia, ma non si dimentica del piacere della battaglia.
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