Nel cuore dei Balcani, tra le montagne dei Carpazi e le rive del Danubio, si svolge una delle più tenaci resistenze contro l’impero romano: la guerra dei Daci. Optimus Princeps: Les Guerres Daciques ti porta a comandare uno dei due schieramenti in questa lotta per il dominio tra 101 e 118 d.C., quando Traiano tenta di spezzare l’ultimo grande regno barbarico rimasto in Europa. I Daci, radicati nelle loro terre montuose, non fuggono come i Sarmati o i Germani: combattono, difendono e rinascono dalle ceneri.
Il gioco si muove su una mappa a punti collegati, dove ogni località rappresenta un centro strategico tra fortezze, villaggi e passi montani. Le armate, composte da unità che corrispondono a migliaia di uomini o centinaia di cavalieri, si muovono con punti azione: alternati i turni, decidi se avanzare, assediare una fortezza, saccheggiare per raccogliere bottino o reclutare nuove truppe. I barbari nascondono le loro forze fino all’ultimo momento, costringendoti a indovinare dove colpire e quando difenderti. Le stagioni contano: i fiumi ghiacciati diventano vie di passaggio, mentre l’inverno rallenta ogni movimento.
Ogni battaglia si svolge in quattro fasi: scelte tattiche che decidono chi attacca per primo e chi subisce il colpo più duro; un turno di fuoco; due fasi di corpo a corpo, dove le unità in prima linea possono infliggere danni devastanti ma rischiano di essere annientate; infine la caccia ai fuggitivi. Gli assedi richiedono pazienza: puoi tentare di sfondare le mura, aspettare che il nemico si arrenda o attaccare direttamente la guarnigione. Il bottino raccolto dalle vittorie e dai saccheggi è essenziale per mantenere l’esercito in piedi, combattere la stanchezza e rafforzare le truppe.
I Romani puntano alla gloria: conquistare il regno dei Daci, catturare i loro templi o distruggere gli insediamenti nemici. I Daci lottano per la libertà: resistere, sopravvivere e colpire dove meno te lo aspetti. Ogni partita è una campagna lunga, con scenari che coprono non solo le guerre di Traiano ma anche i conflitti tra barbari o gli sforzi di Adriano per tenere insieme la provincia conquistata.
L’attenzione ai dettagli storici e alla logistica militare rende ogni mossa significativa. Le legioni devono essere gestite con cura, le aquile non possono cadere, i distaccamenti vanno coordinati tra province. I stratagemmi scelti dai giocatori aggiungono incertezza e dramma: un tradimento, una tempesta improvvisa o l’arrivo di rinforzi inaspettati possono cambiare il corso della guerra.
Non è un gioco veloce, ma non vuole esserlo. È un viaggio nel tempo, dove ogni decisione pesa come un soldo nella cassa dell’esercito e ogni vittoria costa sangue. Se ami le guerre antiche, i conflitti strategici e la tensione di una campagna che si dipana per anni, questo è il tuo campo di battaglia.
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