Nel 1986, il mondo era sull’orlo di un conflitto globale, e il Golfo Persico era il punto più caldo: petrolio, ideologie, fazioni locali e superpotenze pronte a scatenarsi. Questo gioco non racconta una battaglia isolata, ma l’intera escalation che avrebbe potuto trasformare una crisi regionale in un’apocalisse nucleare.
Il tabellone si estende su quattro mappe dettagliate, coprendo Iran, Iraq e le aree circostanti: la Turchia meridionale, l’Afghanistan, l’Arabia Saudita e i confini sovietici. Ogni hexagon rappresenta un territorio difficile: deserti senza strade, montagne che bloccano i movimenti, città isolate. Qui le forze non sono omogenee: gli Guardie Rivoluzionarie iraniane lottano con armi obsolete e motivazioni confuse; l’esercito afghano controllato dai sovietici è numeroso ma poco affidabile; mentre la Rapid Deployment Force americana, piccola ma altamente addestrata, può chiamare bombardamenti aerei da B-52. I turchi e i giordani agiscono come forze di intervento stabili, mentre le potenze globali muovono i loro pezzi con cautela, cercando di non scatenare l’intera guerra.
Il cuore del gioco è la tensione tra azione militare e pressione politica. Ogni mossa – inviare truppe in Afghanistan, sostenere una fazione curda, bloccare un porto petrolifero – aumenta il livello di conflitto. I giocatori devono bilanciare i propri obiettivi strategici con la paura che l’escalation diventi irreversibile. Il sistema a dadi e i punti movimento rendono ogni avanzata incerta, mentre le regole specifiche per il clima, la logistica e le alleanze regionali aggiungono profondità senza appesantire.
Vincere non significa solo conquistare territorio: devi controllare risorse chiave, influenzare i paesi vicini e mantenere l’equilibrio tra forza militare e pressione diplomatica. Se uno dei due giocatori spinge troppo, il conflitto può sfuggire di mano e trasformarsi in una guerra diretta tra USA e URSS: allora le alleanze europee si mobilitano, i missili puntano verso l’Europa, e la partita diventa un gioco su due fronti.
Persian Gulf non è solo un wargame. È un simulatore di crisi internazionali dove ogni decisione ha conseguenze lungo una catena che potrebbe portare al disastro. Le regole sono complesse, ma coerenti; le mappe sono ricche di dettagli storici; e il ritmo è quello di chi sa che un errore può costare più di una battaglia: può costare la pace mondiale.
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