Un gioco d’arte che diventa un rituale notturno: due giocatori si siedono davanti a uno specchio bidirezionale, spegnono le luci e accendono una candela. Nella luce tremolante, i loro volti si fondono in un’unica immagine, sfumata e instabile. Senza parole, guardano negli occhi l’altro, lasciando che emozioni e pensieri emergano spontaneamente. Non c’è vincitore, solo un momento condiviso di intimità e trasformazione. Nato come installazione alla Biennale di San Paolo nel 1973, questo gioco trasforma lo sguardo in una forma di comunicazione silenziosa, dove l’identità si dissolve e ricompare tra ombre e riflessi.
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