Scegli di diventare qualcuno che non ti aspetti: un pimp. Non è un gioco per chi cerca serietà o correttezza politica — è un viaggio folle e colorato tra cravatte viola, macchine cromate e il rumore delle banconote che si moltiplicano. In Pimp: The Backhanding, due a quattro giocatori gestiscono un piccolo giro di ragazze della strada, cercando di accumulare più soldi possibile prima che qualcuno ti lasci senza un centesimo.
Lancia i dadi per muovere le tue “ragazze” tra i quartieri, sfruttale in lavori diversi — dalla prostituzione al ballo nudo — e cerca di evitare che finiscano in ospedale: lì non guadagnano un soldo. Ogni carta è una nuova opportunità o un disastro imprevisto, e la gestione delle mani diventa cruciale per sopravvivere alle incursioni degli altri pimp, pronti a rubarti i clienti o a picchiarti con un bastone da golf.
Il vincitore è chi ha il maggior numero di dollari quando l’ultimo giro finisce — ma attenzione: non conta solo la ricchezza, conta come hai ottenuto quella ricchezza. Il gioco è veloce, sporco e divertente, perfetto per serate tra amici con una bottiglia di birra in mano e il senso dell’umorismo ben allenato. Non serve un cervello da matematico: basta un po’ di fortuna, un pizzico di audacia e la capacità di ridere quando ti ritrovi senza una sola “ho” a disposizione.
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