Punch Cards: Spy Game è un gioco da due che sfrutta il diretto ma geniale concetto di carte forate. Ogni carta ha un’immagine ispirata a un mondo di spie e segreti, e sul retro una serie di numeri nascosti da buchi disposti in modo casuale. Non serve conoscere le regole per capire subito che c’è qualcosa di strano: è tutto visibile, ma nessuno vede l’intero quadro.
Ogni giocatore sceglie una carta solo per il disegno — non importa i numeri, almeno all’inizio. Poi, insieme, posizionano un angolo delle proprie carte in modo che le aperture si sovrappongano: attraverso quei buchi, ognuno vede solo una parte dei numeri dell’avversario, e pochissimi dei propri. A questo punto, entrambi dichiarano contemporaneamente “Alto”, “Basso” o “Entrambi”. Se uno dice “Alto” e l’altro “Basso”, la mano si annulla e si ricomincia. Ma se i due concordano — o uno sceglie “Entrambi” — allora si confrontano i numeri visibili: chi ha il più alto vince se è stato detto “Alto”, chi ha il più basso se è stato detto “Basso”. Se qualcuno ha scelto “Entrambi”, deve vincere su entrambi i valori per portare a casa la partita.
Il gioco dura meno di un minuto, ma nasconde una tensione sottile: non sai cosa vede l’altro, e nemmeno tu vedi tutto. È un duello tra incertezze, dove il bluff e la lettura dell’avversario contano più della fortuna. Nato come esperimento prima del vero gioco di spie che sarebbe arrivato dopo, Punch Cards: Spy Game è perfetto per una pausa, un bar o un viaggio in treno — piccolo, intelligente e mai noioso.
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